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Fusione Capolona Castiglion Fibocchi. Ciolfi: "Autosufficienza strada non più percorribile"

"Non vogliamo essere contestati un domani dai cittadini per non avere saputo approfittare degli importanti incentivi previsti entro il 2016 per le fusioni volontarie”, dichiara il Sindaco di Capolona, Alberto Ciolfi. La fusione si fa in primo...

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"Non vogliamo essere contestati un domani dai cittadini per non avere saputo approfittare degli importanti incentivi previsti entro il 2016 per le fusioni volontarie”, dichiara il Sindaco di Capolona, Alberto Ciolfi. La fusione si fa in primo luogo per i cittadini e per il territorio; minore pressione tributaria e tariffaria, possibilità di maggiori investimenti e quindi nuovi e migliori servizi a favore delle famiglie e imprese: questi alcuni degli importanti benefici che verranno con la fusione. Perché farne a meno? Queste sono le ragioni, con un chiaro esempio di "buona amministrazione", che hanno indotto il Consiglio comunale di Capolona ad approvare sempre all'unanimità le delibere sulla fusione. Infatti, il referendum di domenica 8 e lunedì 9 maggio è una consultazione sul futuro del territorio dei due comuni alle pendici del Pratomagno, per aprire una fase nuova di sviluppo economico e civile: non è uno scontro ideologico fra formazioni politiche contrapposte.

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Per dieci anni i trasferimenti dello Stato aumentano del 40% (calcolati sui dati del 2010, prima del Governo Monti!); il patto di stabilità è sospeso per cinque anni (si potranno fare maggiori investimenti e nuovi servizi…) e ci sarà per cinque anni un contributo di 500 mila euro dalla Regione Toscana al nuovo comune. Se il responso del referendum sarà positivo, il nuovo comune nascerà a far data dal 1 gennaio 2017 e il nuovo Consiglio Comunale ed il nuovo Sindaco saranno eletti alle elezioni della primavera del 2017. Naturalmente la fusione di Capolona Castiglion Fibocchi non preclude altre fusioni con i comuni contermini: anzi; noi auspichiamo, da tempo, l'allargamento ad altre realtà comunali per rafforzare sempre di più il territorio a nord della Citàdi Arezzo.

Con l'abolizione delle provincie, l'architettura istituzionale in Italia sta velocemente cambiando: prima che ci venga imposta, è bene che le cittadine ed i cittadini decidano in modo autonomo e consapevole del proprio futuro.

"Certamente, il percorso di fusione è irto di difficoltà e ostacoli e la fusione non sarà la panacea, ma la autosufficienza non è più una strada percorribile: pari dignità dei territori comunali e partecipazione democratica sono i capisaldi per costruire un nuovo comune al servizio della comunità locale", conclude Ciolfi.

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