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Escavatori nella Valle delle Piagge. L'allarme del comitato: "Il Comune ci spieghi perché"

I membri del gruppo, costituitosi per scongiurare l'apertura di un sito estrattivo in mezzo al verde della campagna, chiedono spiegazioni all'amministrazione sulla presenza di mezzi pesanti e opere di escavazione

Sono arrivati ad inizio maggio, subito dopo il termine del lockdown. Nessuno sapeva cosa facessero ma la loro presenza non è passata inosservata. Polvere, rumore e quei bestioni di ferro intenti a scavare con grande potenza. Alla fine gli escavatori hanno fatto ingresso nella Valle delle Piagge. Dopo le vigorose proteste, la creazione del comitato e le numerose prese di posizione pubbliche affinché quel fazzoletto di terra venisse salvato e non diventasse l'ennesima cava a cielo aperto, ecco che qualcosa è cambiato in queste ultime settimane.

"Sia chiaro - spiegano dal comitato La Valle delle Piagge - non accusiamo nessuno. Però vogliamo vederci chiaro. E' evidente, dopo tutto il lavoro di sensibilizzazione che abbiamo fatto nei mesi passati, che la presenza di mezzi pesanti al lavoro ci ha fatto scattare sull'attenti".

Lo scorso anno, dopo numerose azioni di protesta, la località Vignoli venne esclusa dal piano regionale cave. Una boccata di ossigeno per tutto il comitato nel quale, agli inizi del 2019, si sono riuniti cittadini di Pieve San Giovanni, Cafaggio, Castelluccio, Cincelli Ponte Buriano Meliciano e Castiglion Fibocchi. Un gruppo tenace e caparbio che ha impedito la trasformazione dell'area in un sito estrattivo di inerti come invece, inizialmente, era stato paventato dall'amministrazione comunale di Capolona.

"Tuttavia, da alcune settimane i cittadini hanno notato, passeggiando per il territorio, che l’area è oggi oggetto di importanti lavori - spiegano dal comitato - rifacimento lunghi tratti di strade interpoderali, lavori importanti di movimento terra. Tutto ciò ha destato nuovamente preoccupazioni nella popolazione vista la mancanza di informazioni sulle finalità delle operazioni già in corso e sulle modalità. Per tanto abbiamo richiesto l'accesso agli atti e segnalato la situazione a vari enti tra i quali il comune e provincia di Arezzo, Regione Toscana, Arpat, i carabinieri forestali e la polizia provinciale. Contestulamente abbiamo richiesto e ottenuto un incontro con il sindaco di Capolona. Alcuni nostri portavoce lo hanno incontrato i primi giorni di maggio ma, nonostante questo, siamo ancora in attesa di risposte certe e confortanti. Considerato che i lavori proseguono alacremente, auspichiamo che arrivino quanto prima chiarimenti, con la garanzia che venga mantenuto quanto promesso da tutti gli enti preposti e presenti anche in occasione del convegno del 28 ottobre 2019 indetto dal Comitato La Valle delle Piagge per parlare della tutela dell'ambiente e del futuro del territorio. In tale occasione infatti, le varie istituzioni intervenute, escludevano progetti di escavazione nel territorio delle Piagge, indicando un futuro agricolo e di rispetto dell'ambiente e del paesaggio, riconosciuto da tutti i partecipanti al tavolo di discussione come fondamentale risorsa per il territorio vallata aretina. Senza l’accesso alle informazioni progettuali, restano per ora senza risposta una serie di interrogativi non banali. Il comitato non desidera entrare nella sfera delle decisioni e dei profitti di privati ma si interroga sulle ricadute che dall'iniziativa potrebbero derivare sugli altri interessi privati ma soprattutto su beni pubblici, come l’acqua e il paesaggio. Dispiace che i giorni passino e le richieste di informazioni del comitato non abbiano ancora avuto risposta e che iniziative di questa portata sul territorio, visti anche le mobilitazioni precedenti, siano state intraprese senza essere condivise con i cittadini, molto attenti e interessati alla salvaguardia di un territorio unico da molti punti di vista".

A quanto pare, ma è proprio su questo aspetto che i membri del comitato chiedono maggiore chiarezza, l'area oggetto di escavazioni dovrebbe trasformarsi in un sito agricolo adibito alla coltivazione di alberi da frutto. Nelle immediate prossimità inoltre, per garantire l'irrigazione delle piante, dovrebbe essere realizzato un invaso artificiale. Ma il condizionale, al momento, resta d'obbligo.

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