Capolona

Capolona e il tartufo: mappati 150 ettari vocati. Un terzo per il bianco pregiato

Nell'ambito della 5a edizione della manifestazione La Filiera del Tartufo Marzuolo, si è svolta sabato 17 marzo, presso la sala consiliare del comune di Capolona, il convegno 'Tutela e salvaguardia delle aree tartufigene naturali nel nuovo Piano...

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Nell'ambito della 5a edizione della manifestazione La Filiera del Tartufo Marzuolo, si è svolta sabato 17 marzo, presso la sala consiliare del comune di Capolona, il convegno 'Tutela e salvaguardia delle aree tartufigene naturali nel nuovo Piano Operativo di Capolona'.

La sintesi

Un breve saluto agli intervenuti da parte del Sindaco Ciolfi apre i lavori del Convegno. Il sindaco sottolinea la volontà dell'Amministrzione Comunale da lui guidata di valorizzare le risorse naturali e paesaggistiche del teritorio, anche come driver economico, e la scelta fatta di inserire, in modo organico, le aree naturali interessate al tartufo nel proprio Piano Operativo e come, a questo fine, sia stato dato incarico ad un esperto a procedere ad una mappatura del territorio comunale e a produrre apposite norme tecniche d'attuazione. 'Capolona è il primo Comune a fare una scelta di questo tipo, ha sottolineato Ciolfi.

Il Dott. Lorenzo Gardin ha, quindi, illustrato ai presenti la cartografia e le norme che saranno proposte alla definitiva approvazione del Consiglio Comunale. In premessa, ricorda che le tartufaie naturali sono sempre più a rischio a seguito dei cambiamenti climatici, all'azione dell'uomo, alla presenza massiccia di ungulati e, non per ultimo, anche a comportamenti non adeguati degli stessi cercatori. Partendo dal principio del conoscere per mappare, è stato proceduto a sopralluoghi con la collaborazione degli stessi cercatori di Capolona. Dei 150 ettari individuati e mappati, ben 50 ettari sono di tartufo bianco pregiato. Viene sottolineato che in provincia di Arezzo le aree vocate al tartufo bianco sono riconducibili al solo "tartufo bianco del Casentino" nei comuni di Castel Focognano, Bibbiena, Poppi e ,appunto, Capolona: solo quattro comuni aretini. Quindi, Capolona non solo tartufo marzuolo, ma tartufo bianco, scorzone e marzuolo. Tutto l'anno. Le norme tecniche comprendono disposizioni generali e specifiche le quali, nel loro insieme, rappresentano un esaustivo panorama di raccomandazioni.

Il Dott. Pieroni, funzionario della Regione Toscana e reponsabile del settore, rileva come il tartufo sia un prodotto immagine, e per un territorio vocato dal punto di vista paesaggistico e naturale rappresenta una caratterizzazione in più. Puntualizza, ancora, che il piano Nazionale di Filiera del tartufo non è ancora legge ma lo sarà presto. E' intervento Acciai, presidente regionale delle associazioni dei tartufai toscani, che ha posto l'attenzione su alcuni aspetti avvenuti in particolare negli ultimi anni: cambiamento della figura e dell'età dei cercatori sempre più consapevoli del mercato globale e di un approccio sempre più naturalistico; necessità di migliorare le norme fiscali del settore; collegarsi ai distretti del cibo; agganciarsi alle possibilità di crescita del terzo settore. Da non sottovalutare che il tartufo, anche nelle nostre realtà, si sta dimostrando uno stimolatore di un indotto economicamente interessante. A questo proposito, il Sindaco Ciolfi ricorda come nell'ultimo anno due ristoranti di Capolona hanno aderito al disciplinare nazionale dei Ristoranti del Tartufo dell'Associazione Città del Tartufo cui Capolona fa parte e come gli stessi agriturismo ed esrcizi commerciali stiano organizzandosi per offrire ai propri clienti prodotti a base di tartufo.

Il Presidente della Associazione Tartufai delle Vallate Aretine (ATVA) Moreno Moroni, da appassionato cerrcatore e promotore di tante iniziative, fra cui anche il convegno di Capolona, sottolinea con forza la proposrta dei cercatori di concentrare le forze sulla gestione del territorio, correggere storture e garantire la libera cerca partendo dalle aree demaniali.

Segue un ampio ed appassionato dibattito con molte domande sopratutto al funzionario della Regione Toscana, Pieroni, che non si è sotratto e che, anzi, ha sottolineato e apprezzato lo spirito collaborativo dei soggetti partecipanti.

Ha tirato le conclusione l'assessore regionale Vincenzo Ceccarelli. Come assessore con deleghe all'urbanistica, Ceccarelli ha sottolineato favorevolmente l'iniziativa dell'Amministrazione comunale di Capolona e ne esalta il valore innovativo ed il ruolo del Comune come apripista di una tendenza che sarà caldamente raccomandata nella stesura dei nuovi piani operativi comunali. Si tratta infatti di una scelta lungimirante di contrasto all'idea di addizione ed in linea con la politica regionale di non sprecare ulteriore suolo. Richiama, quindi, lo spirito di dialogo di questo convegno alla presenza di tutte le forze in campo: carabinieri forestali, guardie comunali, guardie volontarie, cercatori.

La platea ha ringraziato il moderatore, il Dott. Stefano Maria D'Amico, per la sua fluida e intelligente conduzione della giornata.

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