Mercoledì, 28 Luglio 2021
Casentino

Cambia la centrale elettrica dell'ospedale di Bibbiena, due domeniche critiche

Trasformare una criticità in una opportunità. E’ quanto accadrà a Bibbiena nei prossimi fine settimana, dove all’ospedale si sta procedendo alla sostituzione integrale della centrale elettrica. In una casa, un negozio, una impresa o fabbrica...

Trasformare una criticità in una opportunità. E' quanto accadrà a Bibbiena nei prossimi fine settimana, dove all'ospedale si sta procedendo alla sostituzione integrale della centrale elettrica. In una casa, un negozio, una impresa o fabbrica tradizionale, si sarebbe fermato tutto, si sarebbero chiusi i cancelli, si sarebbe proceduto a sostituire quella vecchia centrale ad attività chiusa per poi ripartire una volta sistemato tutto. I tecnici avrebbero privilegiato anche per l'ospedale di Bibbiena una soluzione di questo tipo.

Ma l'Azienda Sanitaria (in accordo con i sindaci della zona) e i professionisti dell'ospedale hanno detto no. L'ospedale non si chiude nemmeno per un'ora. Ed ecco che è scattata, da una parte, l'esigenza di garantire i servizi essenziali in ore nelle quali l'energia elettrica sarà completamente sospesa e, dall'altra, di adottare modelli operativi che siano una valida base anche per altre occasioni di emergenza che si possono verificare nelle situazioni più diverse. UNA CENTRALE ADEGUATA ALL'OSPEDALE DEL FUTURO

La nuova centrale da istallare a Bibbiena è stata "calcolata" per garantire all'ospedale nei prossimi 15-20 anni, stabilità di energia elettrica e potenza sufficiente al funzionamento delle cosiddette "macchine pesanti", come la tac o gli impianti della rianimazione e del blocco operatorio. Due le giornate critiche: domenica 31 gennaio e domenica 6 marzo.

La Asl ha deciso di mettere in campo in queste due giornate (predisponendo già molto prima dei dettagliati piani operativi) una task force in grado di non interrompere alcun servizio, anche quando si dovrà togliere per alcune ore la corrente elettrica alla struttura. Domenica 31 gennaio, dalle ore 7,00 alle ore 16,00, molte aree ospedaliere saranno senza alcuna alimentazione di energia elettrica: in questo arco temporale non sarà possibile utilizzare gli ascensori eccetto quello utilizzato per il trasporto dei pazienti.

Entro il 30 gennaio tutti i pazienti stabilizzati saranno dimessi e gli eventuali pazienti critici verranno trasferiti in altre strutture ospedaliere. Resterà alimentata la sala operatoria (solo per le urgenze) e per eventuali parti. Nello stesso locale saranno allestiti posti letto per eventuali esigenze di rianimazione.

Sarà sospesa l'attività radiologica e gli eventuali esami indifferibili dovranno essere centralizzati. Il laboratorio analisi sarà utilizzabile per le urgenze, ma senza collegamenti alle procedure informatizzate. PRONTO SOCCORSO ?. IN TENDA

Rappresenterà anche visivamente l'azione più determinante per queste due domeniche di quasi totale black out: davanti all'attuale pronto soccorso sarà allestito da parte del Dipartimento di emergenza-urgemza un Punto Medico Avanzato.

Un autentico pronto soccorso attrezzatissimo per garantire ogni tipo di risposta alle urgenze che si presenteranno per l'intera giornata.

Due grandi tensostrutture dotate di corrente elettrica, con frigoriferi portatili, monitor multi-parametrici, aspiratori elettrici, carrelli servitori e carrelli di emergenza, tavolini letti e barelle, aste porta flebo, zaini di emergenza per ambulanza, sistemi di comunicazione fissa e mobile, ecc?. In questo modo si potranno garantire tutte le attività strutturali, logistiche e mediche primarie del Pronto soccorso.

La preparazione di questo "campo di assistenza" (si inizia sabato 30) vedrà coinvolti la Centrale Operativa del 118, la Direzione di presidio di Bibbiena, il Pronto soccorso di Bibbiena, il Pronto Soccorso di Arezzo, la Rianimazione di Bibbiena, la Sala Operatoria, il laboratorio analisi, l'Ufficio tecnico, la Protezione civile provinciale, la Misericordia, il Coordinamento regionale maxi-emergenze e le Associazioni di Volontariato del Casentino. Ambulanze saranno a disposizioni per eventuali trasferimenti urgenti verso Arezzo o altri centri ospedalieri. DESIDERI: "OGNI AZIONE PENSATA PER GARANTIRE SICUREZZA AI CITTADINI"

"Sarebbe stato facile chiudere tutto per due giornate e dirottare i cittadini su altri presidi. Ma questa idea non ci passa per la testa nemmeno per un blocco di poche ore, figuriamoci se lo vogliamo fare per sempre". Il direttore Generale della Asl Sud Est Toscana Enrico Desideri coglie l'occasione di ribadire ancora una volta che l'ospedale di Bibbiena, e nessun altro ospedale di quelli oggi attivi in Toscana, sarà chiuso. "Magari annoiamo tutti - sottolinea Desideri - ma anche quando si investono centinaia di migliaia di euro per potenziare la struttura e renderla sicura per i prossimi decenni, c'è chi riesce a dire che in realtà si va verso la chiusura. Battute a parte, sono davvero fiero di come i nostri professionisti, con la collaborazione del volontariato, della protezione civile e dei comuni, affronta queste due giornate di emergenza, sfruttando l'occasione per eseguire esercitazioni sul campo di alto livello."

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