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"Pedonalizzare il centro storico di Bibbiena. Se non ora, quando?"

Nota del gruppo consiliare Bene Comune: "Usiamo l'emergenza sanitaria come stimolo e opportunità per compiere quell’atto di coraggio che da anni non si è riusciti ad assumere"

Nota del gruppo consiliare Bene Comune di Bibbiena: "Difficile immaginare il centro storico come un parcheggio. Difficile pensare che la ripartenza delle piccole imprese che hanno sede nel centro storico possa essere promossa attraverso l’uso incondizionato dell’autovettura per spostarsi e fare acquisti".

E poi i consiglieri entrano nello specifico: "Arredo urbano, razionalizzazione dei parcheggi, severa e rigorosa organizzazione degli orari e tanto altro ma tutto nell’ambito di una efficiente pedonalizzazione dei centri storici. Va certamente recuperato il centro storico, dove insistono diverse attività commerciali, che versa in condizioni di degrado. La pulizia, l’attenzione e la cura estetica devono essere un dato puntuale e costante. Siamo di fronte ad una scelta che deve avere come obbiettivo quello di modificare radicalmente la veste culturale della nostra città. L’emergenza usiamola come stimolo e opportunità per compiere quell’atto di coraggio che da anni non si è riusciti ad assumere. Chiediamo la pedonalizzazione tutti i giorni della settimana, almeno dal tardo pomeriggio e che siano resi disponibili i luoghi pubblici, piazze e strade del centro storico, alla socialità garantendo il distanziamento sociale. Allestire tavoli all’aperto gratuitamente in tutto il periodo estivo e parcheggi fuori dal centro, ripristinando la regolarità del funzionamento delle scale mobili".

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Bene Comune aggiunge: "Non è più praticabile la teoria che con l’acquisto veloce gli affari migliorano; questa modalità è certamente superata da tutte le tendenze; si è visto chiaramente nei mesi di isolamento, durante i quali le abitudini di acquisto sono obbligatoriamente cambiate. Adesso c’è la voglia diffusa di uscire, di passeggiare, di incontrare - seppur a distanza - altre persone. Prendersi e ritrovare il tempo, vivere i centri, stare all’aria aperta, sedersi ad un tavolino e trovare una normalità persa. La crisi economica causata dalla pandemia è diventata ancora più cruenta ma, adesso, è arrivato il momento di porre sul terreno delle scelte un cambiamento culturale, in cui si comincia a considerare i cittadini come veri e propri “portatori di interesse”; cittadini che da troppo tempo sperano e tentano di vivere in una città al passo con i tempi, che invece continua a mettere in campo proposte e piani di azione antiquati, privi di ogni logica. I piccoli centri sono quelli dove ancora si possono vedere bambini che girano in bicicletta, ma dove spesso i residenti sono dipendenti dalle automobili per poter accedere ai servizi di primaria importanza. Non c’è dubbio sul fatto che quanto più le auto restano fuori dai centri cittadini, più questi ultimi diventano interessanti e attrattivi. Utilizzare i grandi spazi come le piazze per una molteplicità di funzioni è la modalità ideale per ridare vivacità a una città, piccola o grande che sia, magari prevedendone anche utilizzi originali. I piccoli centri sono quelli in cui è possibile ritornare al concetto di piazza e arricchirla di nuove modalità d’uso. Lo stesso vale per le strade, che vengono restituite ai cittadini per poter pedalare, camminare, incontrarsi o mangiare assieme. Rendendole, in questo modo, anche più sicure, sia dal punto di vista sociale che sanitario".

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