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Migranti, Bibbiena insiste sul modello dell'ospitalità diffusa

Alla luce del nuovo bando emesso dalla Prefettura di Arezzo per la ricerca di gestori che si occupano di ospitalità dei migranti, con valenza fino al 2020, l’Amministrazione di Bibbiena intende riportare al centro dell’attenzione comune le scelte...

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Alla luce del nuovo bando emesso dalla Prefettura di Arezzo per la ricerca di gestori che si occupano di ospitalità dei migranti, con valenza fino al 2020, l'Amministrazione di Bibbiena intende riportare al centro dell'attenzione comune le scelte fatte finora, la bontà del progetto di una ospitalità diffusa in piccoli gruppi - insomma il modello Bibbiena come percorso virtuoso e funzionale - soprattutto la necessità. A livello provinciale, di non pesare sempre sui soliti comuni.

Matteo Caporali su questo è chiaro: "Abbiamo chiesto più volte che tutti i comuni della provincia si facessero parte attiva per collaborare su questo fronte, sia con le altre amministrazioni sia con le associazioni del territorio; obiettivo primario, quello di trovare abitazioni ma soprattutto per dare ad ognuno il suo, secondo un principio di giustizia e solidarietà dei vari territori, così come richiesto da Anci. Duole evidenziare che ci sono in provincia ancora comuni che non hanno ospitato nessun migrante, tanti, forse troppi, ne hanno in numero notevolmente inferiore rispetto alle loro possibilità. Questo modo di fare, se reiterato, ritengo possa portare a molte chiusure non volute. Bibbiena, fin dall'inizio di questa lunga, infinita emergenza, ha cercato di organizzarsi, ponendo come prioritaria la necessità di rispondere in modo positivo alla Prefettura, di porre al centro l'uomo e le sue necessità e quindi di puntare sull'obiettivo integrazione. Il nostro impegno è stato così preciso e puntuale che ha portato risultati tangibili. Vorremmo non abbandonare questo fortunato modello soprattutto perché ci consente un controllo migliore e perché la popolazione si è sempre sentita coinvolta e ha sempre cercato di accogliere nel modo migliore gli ospiti. In estrema sintesi questo significa lavorare per l'armonia sociale".

Con queste premesse le conclusioni di Bibbiena sul prossimo bando sono ferme: "Ci riserviamo, come comune, di contestare le eventuali offerte da parte di gestori presenti nel nuovo bando soprattutto se queste provengono da associazioni o cooperative che non operano sul territorio stesso e se non attuano la residenzialità diffusa ma concentrano numeri alti in unica struttura" commenta Caporali che continua: "Secondo l'ultima disposizione di Anci per la Toscana, noi possiamo arrivare fino a 65 migranti. Ciò, significa che ipoteticamente chiunque può richiedere i posti fino ad arrivare a 65. Tutto ciò ci preoccupa molto, soprattutto se guardiamo altrove. Ripeto: ognuno faccia la sua parte, perché Bibbiena la sta già facendo da tempo".

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