Sabato, 31 Luglio 2021
Bibbiena San Piero in Fassino

Legato e lasciato morire di fame e sete. Hannibal, il cane salvato una domenica mattina

Sono i volontario del canile del Casentino a lanciare un appello per trovare una casa al loro ospite

Ad Hannibal manca solo una cosa: una famiglia che lo ami incondizionatamente.
L'appello per l'adozione è quello lanciato dal volontari del canile del Casentino, una ridente realtà immersa nel verde di San Piero in Frassino.
L'ultimo post diffuso racconta la storia di un meticcio di taglia grande che è sfuggito ad una fine miserabile quanto crudele. Un piccolo grande miracolo che oggi affronta la vita incoraggiato dall'amore e affetto dei volontari ma al quale manca un padrone che lo accudisca.

La storia di Hannibal inizia il 10 giugno 2018 a Pieve a Socana.

"Il servizio di recupero cani vaganti venne allertato per un intervento urgente - raccontano i volontari del canile del Casentino - L’operatore, giunto sul posto, non credette ai suoi occhi. Un grosso cane scuro giaceva immobile sotto al sole, legato ad un cancello isolato, in mezzo alla campagna. Un groviglio di corde e catene lo avvolgeva in una morsa soffocante. Una museruola rinforzata da lacci e nastri intrecciati gli impediva perfino di urlare tutta la sua disperazione. Era stato condannato a morte, ad una morte lenta e crudele alla quale è scampato per puro caso. Il suo stupore di fronte alla “libertà”, la magrezza estrema, la muscolatura assente ci hanno raccontato di un passato d’incuria e immobilità. Ma era soprattutto quella cicatrice che gli solcava il collo a parlarci di maltrattamenti feroci.
Eravamo tutti in canile, il giorno in cui arrivò. Era una domenica di sole e di festa, (ricorreva l’evento “Rifugi aperti”) che si trasformò in un attimo nel peggiore degli incubi. Le foto non rendono l’idea della magrezza, della sofferenza, della profonda prostrazione in cui versava la povera creatura sfortunata. Eppure non un cenno di nervosismo, non un moto di fastidio mentre cercavamo di liberarlo dalla presa delle corde e delle catene. Solo speranza. 
Lo chiamammo Hannibal, come il famoso protagonista del “Silenzio degli Innocenti”, per quella enorme museruola che gli chiudeva la bocca e lo aveva, chissà per quanti giorni, condannato alla fame, alla sete, al silenzio. Ma il vero Hannibal Lecter è l’uomo, la più pericolosa tra le specie viventi. Non lui, vittima innocente di una crudeltà che si è insinuata così vicino a noi, nel nostro ridente e familiare Casentino. 
Ora è con noi, circondato da un amore che non ha mai conosciuto ed è rifiorito. In cinque mesi è diventato uno splendore. 
Dopo quello che ha passato ha ancora voglia di leccare le mani, di guardare l’uomo con immensa fiducia, di farsi abbracciare senza paure. 
Gli manca solo una cosa: una famiglia vera, che risarcisca un passato da dimenticare. Vogliamo, dobbiamo trovarla al più presto. Hannibal è pronto, più che mai. Glielo dobbiamo. Per la tenace perseveranza con cui ha sopportato la mala sorte, per la facilità con cui ha perdonato il genere umano, per la speranza che ancora trapela dai suo bellissimi occhi scuri".

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