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Tromboni è il nuovo direttore sportivo dell'Arezzo. "Sono giovane ma conosco il calcio. Datemi fiducia"

Dopo la rescissione con De Vito, la società ha promosso il direttore del settore giovanile. 29 anni, ha costruito la squadra che a giugno ha vinto il titolo italiano con la Primavera 3. La dirigenza: "è un predestinato". Irruzione di due tifosi in sala stampa: "basta prese in giro"

Cristiano Tromboni, 29 anni, è il nuovo direttore sportivo dell'Arezzo. La società lo ha promosso di grado dopo averlo ingaggiato nell'estate del 2020 come direttore tecnico del settore giovanile. E' stato lui a costruire la Primavera 3 allenata da Mario Palazzi prima e Andrea Sussi poi, che a giugno ha conquistato il titolo di campione d'Italia. Prende il posto di Enzo De Vito, il quale ieri ha rescisso il contratto per motivi familiari.

L'Arezzo ha quindi deciso di battere la pista interna, senza cercare un nuovo profilo in giro. "Se fosse arrivato qualcun altro, ci avrebbe chiesto di smantellare la squadra - ha spiegato stamani il dg Guglielmo Manzo. Invece noi pensiamo che la rosa sia competitiva e che abbia bisogno di ritocchi, non di rivoluzioni. Tromboni la conosce, ha visto tutte le partite, sa come muoversi".

Alla conferenza stampa di presentazione di stamani hanno partecipato tutti i vertici societari: il presidente Fabio Gentile, il vicepresidente Francesco Manzo, l'amministratore delegato Sabatino Selvaggio

Tromboni è stato scelto perché uomo di fiducia del gruppo. Definito un "predestinato", è stato descritto come uomo di calcio a tutto tondo, profondo conoscitore di giocatori, con la personalità necessaria per reggere il timone nonostante il periodo complicato. Presentato alla proprietà da Roberto Muzzi, attuale responsabile del settore giovanile, dovrà adesso prendersi in carico le operazioni di mercato e la gestione della questione allenatore. Il tutto con lo scontro diretto co il San Donato dietro l'angolo.

"Sono giovane ma sereno e penso di essere in grado di ricoprire al meglio l'incarico che mi è stato affidato - ha detto Tromboni. Visiono decine di partite tutti i giorni, sto nel calcio da diversi anni, ho avuto modo di relazionarmi con allenatori e spogliatoi. E ieri ho già parlato con alcuni dei giocatori più rappresentativi della squadra. Ho le idee chiare su cosa serva per migliorare: un rinforzo per reparto e un ampliamento del parco under per dare all'allenatore maggiori possibilità di scelta. Mariotti? Ha la nostra fiducia, subordinata ovviamente ai risultati. Domenica abbiamo un primo crocevia importante, non possiamo sbagliare. Arrivare in prima squadra era un sogno per me, farò di tutto per riportare questi colori tra i professionisti. Ai tifosi dico che comprendo la loro delusione e la loro rabbia: chiedo solo un minimo di tempo e un po' di fiducia, poi mi giudicheranno in base al mio lavoro".

La conferenza ha vissuto alcuni attimi di tensione quando un paio di tifosi hanno fatto irruzione in sala stampa, contestando alla proprietà un atteggiamento irrispettoso nei confronti della piazza. "Storia di un film già visto: stessi errori, stessa incompetenza" c'era scritto in uno striscione appeso al campo "Lebole". E' volata qualche parola sopra le righe, poi la situazione si è ricomposta. Ma l'Arezzo, condannato a vincere il campionato, cammina sopra un filo sottile. E siamo solo a novembre.

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