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Mercoledì, 28 Febbraio 2024

Medioetruria a Creti? Dati vecchi, distanze sbagliate, criteri non corretti nello studio di Rfi

Il dibattito sullo studio di fattibilità della stazione alta velocità a Creti in Valdichiana si rafforza dall'analisi critica dei dati usati: molti non tornano spiega l'ingegnere Giovanni Cardinali e commenta il presidente del comitato Sava Matteo Galli

Dati statistici vecchi, tempi di percorrenza e chilometri di distanza sbagliati e molto altro. Così, nel corso di un incontro pubblico, il comitato Sava, per la stazione alta velocità di Arezzo, con il contributo di due professionisti come l'ingegnere Giovanni Cardinali e il professor Federico Rupi, ha fatto il punto. Alla fine la sintesi delle principali incongruenze emerse dallo studio del tavolo tecnico di Rfi, Rete ferroviaria italiana, è fatta di otto punti principali che sono evidenziati dal presidente del comitato Matteo Galli. A questi si aggiungono banali errori anche nei chilometri di distanza, quelli inseriti nello studio non tornano con quelli indicati dalle mappe di Google e penalizzano la scelta di Rigutino.

Otto punti, tutte le incongruità dello studio

"I dati Istat del 2011, utilizzati per l'analisi trasportistica, risultano eccessivamente datati: infatti, servono informazioni antecedenti a non più di 5 anni per validare uno studio di tale entità" spiega innanzitutto Galli che aggiunge le altre criticità che hanno portato a conclusioni errate come appunto la scelta di Creti per la localizzazione di una stazione Alta Velocità a discapito di Rigutino dove invece è presente lo scambio ferro-ferro. "Viene stato stimato che solo il 2% dell'utenza raggiungerebbe una Medioetruria a Rigutino tramite treno: calcolo completamente difforme rispetto allo studio 2015 (portato avanti dalle Regioni Toscana e Umbria), nel quale fu calcolato che almeno il 40% dell'utenza si sarebbe recata a Rigutino tramite ferro. La stima del costo di una stazione Medioetruria a Rigutino lascia perplessi: si parla di 137 milioni di euro per la realizzazione contro i 79 milioni per una Stazione Medioetruria a Creti.
Tale differenza (58 milioni di euro) non può essere giustificata dalla solo aggiuntiva "Fermata" (solo banchine, no binari di servizio) nella linea lenta per una Medioetruria a Rigutino."

"Il criterio accessibilita' via Tpl su ferro errato per la Location di Creti: è stato assegnato un valore simile a quello di Rigutino, ma Creti è priva di qualsiasi collegamento ferroviario secondario. Per quanto riguarda l'impatto ambientale di Rigutino considerato maggiore di quello di Creti: altra palese incongruenza di questo report. Una stazione a Rigutino sorgerebbe in un'area già impattata e antropizzata dove sono presenti ben due linee ferroviarie e ben due diramazioni stradali (Ristradella e SP23) oltre alla Strada Regionale 71, mentre Creti resta immersa nella campagna toscana, dove sorgono agriturismi e leopoldine."

E ancora "ignorata la condizione iniziale imposta dall' autorevole Ing. Blasevich del Ministero dei Trasporti: in una sua nota iniziale, è stato scritto - nero su bianco - di dover previlegiare le location dove è possibile realizzare lo scambio ferro-ferro (Arezzo, Chiusi, Rigutino e Chiusi Sud). Tale condizione è stata totalmente stralciata dal report RFI." Sempre la rete ferroviaria italiana con i suoi tecnici "ha completamente ignorato le future infrastrutture viarie previste nella provincia di Arezzo: la variante alla SR71 e il nuovo troncone di E78 che va da San Zeno fino a Palazzo del Pero. Queste opere andrebbero a migliorare ulteriormente l'accessibilità via gomma verso la stazione Medioetruria a Rigutino."

Infine, aggiunge Galli "un più rigoroso metodo tecnico saprebbe perfino suggerire le possibili compensazioni in grado di valorizzare e realizzare Medio Etruria a vantaggio di tutte le province coinvolte e secondo le loro precipue vocazioni territoriali e ambientali."

"Le chiacchiere stanno a zero e la politica ha continuamente bisogno di essere sensibilizzata. I numeri e gli altri indicatori, se indagati con onestà intellettuale e criterio scientifico, confermano ancora una volta la totale inadeguatezza della determinazione ministeriale che vedrebbe in Creti la miglior localizzazione per Medio Etruria. Il comitato SAVA - dichiara il segretario Domenico Alberti - prosegue la sua attività di indagine continuando a chiedere a tutte le istituzioni e forze politiche, di vigilare e conseguentemente agire su quanto sinora accaduto. In nome di quasi diecimila pendolari e del superiore bene comune di tutte le province coinvolte."

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