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Coingas, condanne e assoluzioni. Bardelli: incarico di consigliere sospeso, ecco chi lo sostituirà

Olivetti Rason, Amendola, Ghinelli e Bardelli pronti a impugnare la sentenza. Fabio Lucci, primo dei non eletti, potrebbe subentrare in consiglio comunale

Tre anni di condanna per peculato (consulenze d'oro) per l'avvocato Pier Ettore Olivetti Rason, un anno per Roberto Bardelli e Luca Amendola (entrambi con pena sospesa) per l'affaire Multiservizi, e tre mesi per favoreggiamento - sempre nell'ambito del caso Multiservizi - per il sindaco Ghinelli. Sono queste le condanne pronunciate ieri al termine del processo Coingas. Per tutti gli altri capi di imputazione - compreso l'abuso d'ufficio - la sentenza del collegio presieduto dal giudice Filippo Ruggiero, e composto dai giudici Michele Nisticò e Isa Salerno, parla solo di assoluzioni. 

Secondo la corte dunque, non sussiste il reato di abuso d'ufficio in merito alla nomina di Francesco Macrì alla guida di Estra. Per questo Ghinelli è stato assolto e nessuno scricchiolio andrà a minare la sua poltrona da sindaco: è stata scongiurata infatti la sospensione dell'incarico prevista dalla legge Severino. 

Bardelli sospeso dal consiglio comunale

Chi invece non potrà tornare al proprio incarico di consigliere comunale sarà Roberto Bardelli, conosciuto come Breda. La condanna di ieri (per il reato di corruzione) fa infatti scattare la stessa legge Severino: non appena gli atti saranno trasmessi alla Prefettura, sarà dunque sospeso per 18 mesi. Se però nel frattempo ricorrerà in appello e la corte riformerà la sentenza di primo grado, il consigliere potrà tornare a palazzo Cavallo anche prima che siano trascorsi i mesi previsti. Il suo legale, Roberto Alboni, annuncia già un ricorso e attende di leggere le motivazioni. Al posto di Bardelli potrebbe subentrare in consiglio comunale il primo dei non eletti della lista Ora Ghinelli Fabio Lucci, che nella scorsa tornata elettorale conquistò 102 voti. 

Altra condanna per l'affaire Multiservizi è quella per Luca Amendola, ex presidente. 

"Leggeremo la sentenza - commenta il suo legale, Marco Manneschi - e faremo appello, perché siamo convinti  che non ci sia stato alcun reato. Solo chiacchiere. E siamo davvero molto dispiaciuti".

Ghinelli e la condanna per favoreggiamento

"Condanna a una pena da reato bagatellare (3 mesi con pena sospesa e non menzione) per qualche chiacchiera in libertà illegittimamente carpita tramite un cellulare". Così il legale del sindaco Ghinelli, Luca Fanfani, ha commentato la condanna per favoreggiamento. E annuncia il ricorso in appello. Ma per il sindaco nulla cambierà: non è prevista infatti la sospensione dagli incarichi per questo tipo di reato. 

La condanna di Olivetti Rason e il risarcimento delle parti civili

La condanna più pesante è arrivata per Olivetti Rason: tre anni (la procura ne aveva chiesti 4 e mezzo). Nel suo caso però ricorrono le condizioni per la sostituzione della pena con una delle misure sostitutive, ad esempio la messa alla prova. Inoltre l'avvocato fiorentino, le cui fatture nei confronti di Coingas sono finite nel mirino degli inquirenti e hanno portato all'accusa di peculato, dovrà risarcire le spese legali in favore delle parti civili: ovvero 3500 euro per il comune di Cortona e per quello di Castiglion Fiorentino, 4mila euro per i comuni di Subbiano Capolona e Sansepolcro e  9mila euro per gli altri comuni. Tra questi non c'è il comune di Arezzo, che non si è mai costituito parte civile. 

Il giudice ha rimandato a eventuali procedimenti in sede civile la valutazione sul risarcimento dei danni. 

"Dobbiamo leggere il contenuto della sentenza - commenta il legale di Rason, Neri Pinucci - la condanna non ha tenuto conto, a nostro avviso, di quello che è stato il risultato del dibattimento durante il quale si è dimostrato chiaramente l'apporto professionale di Rason e la congruità delle somme che ha ricevuto. Leggeremo le motivazioni e pensiamo già di all'appello".

Le assoluzioni

Per il resto, assoluzioni a valanga. Esce indenne da tutta la vicenda l'ex presidente di Estra Francesco Macrì, accusato di abuso d'ufficio e concorso in peculato (in tutto la procura aveva chiesto 6 anni di pena). Per lo stesso reato anche il sindaco Ghinelli è stato assolto, così come l'assessore Alberto Merelli.  Franco Scortecci, accusato di favoreggiamento per le consulenze d'oro, è stato ritenuto innocente. L'operato del commercialista Marco Cocci non è stato considerato ascrivibile peculato (reato per il quale la procura aveva chiesto la condanna a 4 anni). Assolti anche la contabile Mara Cacioli, l'avvocato del Comune Stefano Pasquini e il presidente di Arezzo Casa Lorenzo Roggi (per i quali anche la procura aveva chiesto l'assoluzione). 

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Le motivazioni di questa sentenza si potranno leggere tra 90 giorni, termine entro il quale verranno depositate presso il tribunale di Arezzo. 

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