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Sabato, 27 Novembre 2021

Parcheggio ex Standa, l'area di sosta resta in gestione al Comune. Il contenzioso e la sentenza del Consiglio di Stato

Nel 2018 la proprietà si rivolse al Tar che accolse l'istanza. Nel 2020 il Comune ha impugnato la sentenza presentando un ricorso in Consiglio di Stato. E questa estate è arrivata la decisione favorevole all'amministrazione

Da un lato i proprietari dell'immobile, che rivendicavano l'uso dell'area circostante, da anni adibita a parcheggio. Dall'altra il Comune di Arezzo, che invece si appellava al diritto di servitù di uso pubblico maturata in decenni di gestione dell'area di sosta che oggi conta oltre 100 posti a disposizione. A mettere fine al contenzioso sul parcheggio nella zona del palazzo ex Standa è arrivata la sentenza del Consiglio di Stato che ha ribaltato una decisione del Tar, confermando per l'amministrazione comunale la possibilità di continuare a utilizzare e gestire 'l'area.

“Si è trattato di un contenzioso davvero annoso – ha commentato il sindaco Alessandro Ghinelli – relativo ad un luogo importante per gli aretini: ricordo che lì si trova la farmacia comunale punto di riferimento del territorio. Il Consiglio di Stato con la sua sentenza ha confermato quanto da noi sostenuto da tempo: l'esistenza di una dicatio ad patriam”.

Ma di cosa si tratta? In termini giuridici è molto simile all’istituto dell'usucapione, diritto che prende forma quando un soggetto per venti anni vive in un immobile o gestisce un terreno in modo autonomo e ne diventa infine proprietario. Per gli enti pubblici la questione è simile: si tratta - spiega il Comune in una nota - dell'istituto elaborato dalla giurisprudenza amministrativa valido per l'individuazione di una servitù di uso pubblico nel caso di comportamento consapevole da parte del proprietario, anche in mancanza di un atto formale, di mettere il bene a disposizione della collettività. “Di fatto è stato riconosciuto il diritto di utilizzare quell'area – sottolinea l'avvocato Stefano Pasquini – proprio in virtù della gestione e dell'utilizzo che ne è stato fatto negli ultimi decenti. Fermo restando che la proprietà resta dei privati”.

La vicenda affonda le sue radici nel lontano 1967 quando fu stilata una convenzione tra i proprietari e l'amministrazione in base alla quale il Comune poteva allestire 16 posti auto. Nei decenni successivi il Comune ne aggiunse 90, che sono poi divenuti oggetto del contendere. Il parcheggio è entrato in funzione e da anni continua ad essere fruito dagli aretini. Nel 2018 la proprietà si rivolse al Tar che accolse l'istanza dicendo che questa “servitù” non si configurava. Nel 2020 il Comune ha impugnato la sentenza presentando un ricorso in Consiglio di Stato. E questa estate è arrivata la decisione favorevole all'amministrazione.

"Questo significa - afferma Ghinelli - che potremmo continuare a pensare e progettare quell'area di sosta". 

Di una vittoria per la città di Arezzo parla Bernardo Mennini, presidente di Atam, la partecipata che gestisce il parcheggio. "Questa sentenza restituisce alla comunità un'area di sosta importante in cui i cittadini potranno continuare a contare".

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