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Covid, il monumento alle vittime e la canzone dei dottori: così Arezzo celebra il ricordo

Ut rappresenta l'arte che si fa testimonianza di tragedia, soccorso, conforto di una comunità segnata dalla pandemia

 

 "La mia opera vuol evocare speranza e dolore. Ringrazio che mi ha dato carta bianca per questo lavoro: con le ali libere si vola meglio". Così Enzo Scatragli presenta Ut, la sua opera che da oggi splende di fronte all'ospedale San Donato e ricorda le vittime del Covid. 

Ut rappresenta l'arte che si fa testimonianza di tragedia, soccorso, conforto di una comunità segnata dalla pandemia. Il progetto è una riflessione iconografica su questo nostro tempo che, scandito da dolore e disagio ma anche da impegno e dedizione, si contrae fino a fermarsi nell'opera d'arte.

La cerimonia durante la quale l'opera è stata scoperta, si è conclusa sulle note di I Woke up, canzone scritta da due medici in prima linea: Marco Feri, dirigente del reparto di Terapia Intensiva, e Paolo Angori, della Cardiologia all'ospedale della Fratta. Un brano scritto una anno fa, durante il primo lockdown, ispirato alla drammatica realtà vissuta nelle corsie degli ospedali. 

L'opera di Scatragli

L’opera di Enzo Scatragli è la prima fase di un percorso culturale celebrativo denominato C-Time Project, dimensione linguistica in progress che si coagulerà in ulteriori momenti espressivi o creativi. L'evento è realizzato con il contributo di Giovanni Grasso, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Arezzo, con quello dell’Ordine dei Medici di Arezzo e della Toscana, quello dei Tecnici delle Professioni Sanitarie di Arezzo. E' sostenuto da: Gran Premio Internazionale Leone d'Oro di Venezia, CALCIT, SAIMA Sicurezza, Cosmos Edilizia, Biomedical Pharma Branch of Power Metal Italia, MM Operations, UNOAERRE, Artemarmi Tuberoni Heros, Legor Group, Artel, Fondazione Cesalpino, Fondazione Monnalisa, Gutenberg, Dormi da Re Sanitaria, Arezzo Passioni Festival, Rotary Club Arezzo, Lolivito. Media partner: Teletruria.

Enzo Scatragli – Castiglion Fiorentino, Arezzo 1949 – è scultore, orafo, medaglista, incisore. Nel 1979 realizza il grande Crocifisso per Papa Giovanni Paolo II nella Chiesa di San Tommaso d'Aquino in Roma. Nel 1984 inaugura una sua personale a Palazzo Barberini (Roma), alla presenza del Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Del 1992 sono trentotto le opere al Complesso monumentale di San Michele a Ripa Grande, sede del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Roma), presente il Presidente del Senato Amintore Fanfani. Nel 2002 espone trenta lavori a Palazzo Panciatichi, sede del Consiglio Regionale della Toscana (Firenze). Ispirato dall'arte orafa etrusca e da scultori italiani come Manzù e Greco, Scatragli è un esponente del moderno realismo che unisce influssi istintivi etruschi a elementi simbolicamente figurativi. Si è dedicato anche alla realizzazione di numerose opere pubbliche, tra le quali il Monumento alla Vita sullo Scalone d'Onore del Senato (Roma); il Monumento allo Sport, quello a Carlo Zucchi, la Targa della Memoria (Arezzo); il Monumento a Gino Severini (Cortona); il Sudario della Fede, Basilica superiore (Assisi). Vive e lavora in Arezzo.

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