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"La bolla Covid": il primo reportage video-fotografico della Asl per tenere traccia di un tempo senza tempo

La clip è stata realizzata da Francesco Cianchi per tutti gli operatori coinvolti in questa battaglia

 

Un video pieno di emozione inviato alla direzione dell'Asl Toscana sud est per tenere traccia di un tempo senza tempo: "La bolla Covid". E' il primo dei reportage che l'Azienda sta realizzando per tenere traccia di questa emergenza sanitaria che sta coivolgendo tutto il mondo.

La direzione aziendale a Pasqua, ha ritenuto di fare gli auguri sí, ma, soprattutto, ha voluto ringraziare ed esprimere così la propria vicinanza a tutti i suoi operatori impegnati, anche nelle festività nella cura dei malati Covid e no Covid.

L'autore del video, Francesco Cianchi, ha affidato ad un post facebook le sue emozioni.

"All’inizio del lockdown, in famiglia, parlavamo della situazione di emergenza, anche per spiegare alle bimbe l’impegno e i sacrifici dei sanitari e di quanti lavorano in ospedale. Parlavamo di quanti, tra di loro, non tornavano a casa per evitare di contagiare i loro cari. 
Conosco bene la realtà dell'ospedale, e moltissimi di coloro che ci lavorano. 
Volevo testimoniare la realtà dell’ospedale del nostro territorio ed lavoro portato avanti al suo interno. Ed è stato emozionante, parlare con loro e vedere con quanta serenità e dedizione portano avanti il loro lavoro in questo frangente, che risulta decisamente irreale; vedere anche i nomi scritti sul retro delle tute, come i grandi sportivi, in campo per giocare una partita per la vita. 
Le tute bianche livellano le professioni. Al loro interno si celano medici e infermieri, ma anche oss e personale delle pulizie. Tutti collaborano, e non si curano solo della parte clinica e igienica. Ho assistito, infatti, anche alla fase di configurazione di tablet (donati da aziende e cittadini) affinchè i pazienti possano restare in contatto con i propri familiari e abbattere così il muro della solitudine che questa malattia impone.
Questi momenti devono rimanere nella memoria, oltre che nella storia. Per ricordarcelo, soprattutto, quando l’emergenza sarà finita. Per ricordarcelo, quando torneremo in ospedale senza controlli all’ingresso. Per ricordarcelo: perché quel personale sanitario e non, sarà lo stesso di adesso. Grazie".

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