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Oltre 500 firme per dire "no" al tunnel sotto Quarata. Petizione depositata, appello ai candidati

Lettera dei cittadini ai futuri sindaci: "Ma voi vorreste una galleria sotto alle vostre case?"

 

Oltre 500 firme, 539 per la precisione. Così i residenti di Quarata hanno detto no alla variante alla 71 presente nel piano strutturale adottato dall'amministrazione comunale di Arezzo. Oggi la petizione è stata depositata.

"L'itinerario della Variante - spiegano i promotori della raccolta firme in una lettera ai candidati a sindaco - , peraltro mai condiviso fino ad oggi con la cittadinanza ma calato dall’alto, prevede l'attraversamento della frazione di Ouarata, cosa che già di per sé gli abitanti respingono, con addirittura la costruzione di una galleria lunga circa 350 metri sotto alcune case.
Tutto ciò significherebbe in primo luogo un’inaccettabile divisione tra il centro storico di Quarata, collocato nella parte più bassa del paese, e la sua parte commerciale, e per la popolazione, già sottoposta per decenni ai disagi derivanti dall’escavazione per l'estrazione di inerti, tutto ciò comporterebbe un ulteriore ed inutile consumo di suolo ed avrebbe delle ripercussioni ambientali pesanti ed inaccettabili riguardo all'inquinamento acustico, dei l'aria, dei terreni e delle falde acquifere".

Nella lettera ai candidati e dunque al futuro primo cittadino di Arezzo i quaratini pongono una domanda: "Voi vorreste vivere in un paese smembrato o, peggio, avere una galleria che corre sotto le fondamenta della propria casa?
Caro futuro Sindaco di Arezzo, questo vale per Quarata, ma anche per Campoluci, per Venere, Ponte Buriano, Ponte alla Chiassa, anche per Pratantico, Indicatore, per Palazzo del Pero, per Olmo, Madonna di Mezzastrada... e per tutte quelle persone che sul nostro territorio comunale ogni giorno vivono e lavorano, dando ciascuno il proprio contributo allo sviluppo della società".

Il tunnel  era già previsto nella prima ipotesi progettuale assunta da Provincia e Comune di Arezzo nel 2002. Un'ipotesi che fu depennata per la forte opposizione degli abitanti della popolosa frazione. All'epoca la mozione di iniziativa popolare fu accolta dal Consiglio Comunale che indicò due alternative: una era quella di un passaggio nella zona del Ponte di Bido, all'interno dell'area delle cave; l'altra era nella piana dell'Arno, con il ricorso a opere integrate stradali e idrauliche, quali cassa di espansione e due ponti (un di attraversamento del Canale della Chiana e un nuovo ponte a nord dell'attuale Ponte Buriano).

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