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Cerimonia per la Liberazione. Giani: "Per non cancellare la memoria", Ghinelli: "Ripartire per onorare i caduti"

Erano esattamente le 20,30 quando dalla voce di Radio Londra, il 16 luglio 1944, venne dato l'annuncio: "Arezzo è stata liberata dai partigiani della XXIII brigata garibaldina Pio Borri".

 

Oggi, 76 anni fa Arezzo fu liberata dalla morsa del nazi-fascismo. La cerimonia si è svolta a Poggio del Sole, di fronte alla Prefettura, dove c'è il monumento che ricorda i caduti.

Erano esattamente le 20,30 quando dalla voce di Radio Londra, il 16 luglio 1944, venne dato l'annuncio: "Arezzo è stata liberata dai partigiani della XXIII brigata garibaldina Pio Borri".
 

Le autorità tutte si sono ritrovate nel momento di deposizione della corona ai caduti. Dal prefetto Anna Palombi, ai vertici delle forze armate, dal presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, con la sua vice Lucia De Robertis e con l'assessore Ceccarelli. Poi la presidente della provincia Silvia Chiassai Martini e il sindaco Alessandro Ghinelli. Dopo l'alzabandiera, sulle note dell'inno d'Italia, è stata deposta la corona e un breve discorso è stato pronunciato dal primo cittadino.

"La Liberazione rappresenta quel momento in cui l'Italia dopo essere caduta nella china del terrore nazifascista - ha detto Eugenio Giani -  ritrova quelle motivazioni e quella forza perché libertà giustizia democrazia, i valori della costituzione, possa essere alla base di tutto e visto che viviamo in un epoca in cui spesso si cancella la memoria è invece propria trovare il filo ombelica di quella che è la radice della nostra identità toscana: quello che è l'amore per la libertà la democrazioa, la lotta alle discriminazioni diritti che sono nella costituzione e che sono così attuali ancora oggi"

"Siamo in un momento così particolare, con questa mascherina ancora sul volto, a ricordarci che ancora non siamo usciti da un momento di crisi, non siamo ancora del tutto liberati da questo problema - ha detto il sindaco Ghinelli - Questo è l'anniversario della liberazione della città dalla stretta della guerra e della stretta del passaggio del fronte della Linea Gotica che ha portato nella nostra città morti da tutte le parti. Ho voluto ricordare come quello fosse un momento determinante perché così nacque l'Arezzo che tutti conosciamo. Grazie anche al sacrificio  di tanti civili deceduti e dei ragazzi del Commonwealth che oggi abbiamo commemorato al cimitero di Indicatore. Se quel tributo altissimo è stato pagato, se poi Arezzo si è conquistata un posto al sole, non può essere un virus a cambiarci. Dobbiamo ripartire anche per onorare il loro sacrificio."

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Il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani stamani si è recato anche ad Indicatore al Cimitero del Commonwealth dove si è svolta la cerimonia in ricordo dei 1267 caduti alleati nella liberazione del territorio aretino: “La visione delle 1267 croci di soldati inglesi che riposano nel cimitero sviluppano il senso profondo del rispetto per chi combatté per l’Italia nella più giovane e bella età Ripensare a quel luglio del 44 è doveroso. Significa anche riflettere sul ruolo che ebbero le forze alleate, i nostri partigiani, tutti quei civili che seppero scegliere da che parte stare. E indubbio che il valore umano della dedizione della vita per la libertà di un popolo di altra nazione anche se profondamente legato, dà il senso più compiuto della fratellanza che in nome di più alti valori si viene a creare”.

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