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Coronavirus, Ghinelli: "Le scuole chiudono, misura necessaria. Ma non è la peste, nessuna paura"

"Questo virus è una botta per la nostra città e per il nostro Paese che vive di turismo"

 

“E' una misura di emergenza, contenitiva e non preventiva”, così il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, commenta  la decisione di chiudere le scuole di ogni ordine e grado presa dal Governo in una conferenza stampa convocata in corsa, subito dopo l'approvazione del decreto che prevede misure straordinarie per far fronte all'emergenza Coronavirus.

"Tutte le scuole chiuse temporaneamente, compresi gli asili nido. – specifica il primo cittadino – E' una misura contenitiva, che mi trova pienamente d'accordo anche se sono convinto che dovesse essere presa prima, come io stesso avevo chiesto per i comuni toscani”.

Il testo del decreto è stato comunicato nel tardo pomeriggio, dopo le 18,15, dal premier Giuseppe Conte e contiene misure relative non solo alla chiusura delle scuole ma anche alle attività sociali e sportive.

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“La città si ferma e tutto rallenta - dice Ghinelli - ma questo è un provvedimento che avrebbero dovuto prendere da tempo, perché il virus si diffonde in modo esponenziale. Purtroppo siamo arrivati in ritardo, l'epidemia si è diffusa in modo capillare".

Poi commenta la giornata di attesa vissuta negli uffici comunali.

"E' stata una giornata convulsa, lo sapevamo da stamani mattina, ma il decreto è stato firmato soltanto questa sera alle 18,13. Io mi scuso con le famiglie e con gli studenti, non per me, ma per il presidente del consiglio che non ha comunicato prima il decreto". 

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Da domani al 15 marzo dunque il provvedimento sarà in vigore. In caso l'epidemia mostri di non rallentare il suo corso, il Governo - sostiene Ghinelli - deciderà se prorogarla o meno. La speranza ovviamente è che le misure messe in atto riescano a far decelerare il numero dei contagi.

"Questo virus è una botta per Arezzo e per la nostra economia. Siamo in un paese che vive di turismo e il governo dovrà dare una risposta a chi lavora nel settore. Ma non bisogna aver paura - conclude Ghinelli - il Coronavirus non è la peste nera. Certo è un virus importante per il quale si muore nel 2 per cento dei casi e può dare complicanze serie. Per questo dobbiamo fare in modo di tenerlo lontano da noi".

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