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Elezioni, Mugnai: "Dall'inchiesta Coingas parole che fanno male. Ma Forza Italia sosterrà Ghinelli"

"Consiglieremo di scegliere meglio le persone di fiducia e di stare attenti a commentare l'operato dell'amministrazione"

 

"Certe parole non hanno fatto bene a nessuno. Neanche a chi le ha pronunciate. Detto questo, noi siamo leali al centro destra e al suo elettorato e siamo convinti di poter tornare a vincere. Abbiamo fatto una riflessione e la decisione alla quale siamo arrivati è quella di tornare a sostenere la candidatura di Alessandro Ghinelli". Con queste parole l'onorevole Stefano Mugnai, vice capogruppo Forza Italia alla Camera e coordinatore regionale degli azzurri, conferma come il partito, nonostante lo scossone scatenato dall'inchiesta Coingas, abbia deciso di sostenere la ricandidatura del primo cittadino di Arezzo. 

Il nome di Alessandro Ghinelli è iscritto nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta che ha preso le mosse dalle consulenze Coingas, per poi arrivare alla nomina dei presidenti di Multiservizi ed Estra. I reati che vengono contestati a Ghinelli sono l'abuso d'ufficio e il favoreggiamento. Ma per Mugnai e per il suo partito, a pesare più delle accuse formulate dal pm Andrea Claudiani sembrano essere le parole pronunciate in alcuni frangenti - e registrate da Sergio Staderini - sugli esponenti di Forza Italia. Frasi che nelle scorse settimane sono divenute di dominio pubblico. A quelle si riferisce infatti Mugnai spiegando che "certe parole non hanno fatto piacere a nessuno"

Ma sul sostegno alla candidatura, Mugnai non vacilla. Spiega come ci sia stata una riflessione di tipo politico, ammette come ci siano stati dubbi e come siano stati espressi. Quindi annuncia che il sostegno alla candidatura anche questa volta, come era già avvenuto nel 2015, non mancherà.

E per il futuro? Cosa accadrà se ci fosse una sentenza di condanna e la giunta cadesse?

"Siamo un partito profondamente garantista - spiega Mugnai -. La candidatura verrà sostenuta, non abbiamo avuto reticenze nel recriminare i nostri dubbi di fronte a quelle parole registrate. Se ci sarà una condanna in primo grado, è vero,  la giunta potrebbe cadere. Ma ci sono state presentate delle garanzie sul fatto che tutto si possa concludere nel migliore dei modi.  E siamo fiduciosi che questo accada. Da parte nostra poi di sicuro consiglieremo una maggiore attenzione nel momento in cui si sceglieranno persone di fiducia e quando si commenteranno fatti dell'amministrazione". 

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