Lunedì, 18 Ottobre 2021

VIDEO | Debutta la Juniores, intervista a mister Sussi

Domani gli amaranto esordiscono a Perugia. Squadra rinnovata per il tecnico che l'anno scorso ha vinto il titolo italiano con la Primavera 3

La Juniores amaranto comincia domani il suo campionato con la trasferta di San Sisto contro il Perugia. Subito un derby per la squadra di Sussi, che l'allenatore in queste settimane di lavoro ha plasmato con il 4-3-3.

Oggi il tecnico ha parlato in conferenza stampa, spaziando dalle sue ambizioni personali ai ragazzi lanciati in prima squadra, dall'obbligo di schierare gli under in serie D al ricordo dell'impresa firmata un anno fa.

"Mi dispiace non giocare con il tricolore sul petto dopo aver vinto lo scudetto con la Primavera 3 - ha detto Sussi ai giornalisti. Ma la realtà è questa e non si può cambiare. Sono comunque contento perché Damiano e Niccolò Marras, Memushi e Tordella si stanno allenando con l'Arezzo già dall'estate. E' una bella soddisfazione e devo dare atto alla società che ha fatto saltare il tappo: fino all'anno scorso per i calciatori delle giovanili non c'era sbocco con i grandi. Adesso è diverso. E' vero che i regolamenti della D riguardanti gli under sono un vantaggio, ma a me non piacciono: la selezione deve arrivare per meriti, non per l'età. Quello che serve al calcio italiano è fiducia e coraggio nello schierare calciatori di 18 o 19 anni.

Per quanto riguarda me, in estate ho avuto qualche offerta ma non me la sono sentita di andare da un'altra parte. Sono aretino, sono cresciuto nel vivaio, ho debuttato in prima squadra e ci sono tornato a fine carriera. Poi ho iniziato ad allenare: il fuoco che ho dentro con l'Arezzo non ce l'avrei in un altro club. In futuro chissà, ma per il momento sono felice così.

Ai miai ragazzi cerco di trasmettere la passione che serve per arrivare lontano, l'importanza della maglia. Ai miei tempi eravamo quasi tutti aretini, oggi ho una rosa molto più eterogenea: però tutti devono capire cosa significa l'Arezzo. L'anno scorso, prima della finale con il Cesena, feci vedere il filmato della rovesciata di Neri al Campobasso: lui in un minuto e mzzo rovesciò il destino suo e della squadra, è il monito che dobbiamo portarci dentro anche noi".

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