Giovedì, 29 Luglio 2021

"Ho fatto un errore, ho confessato e ora pago", Staderini condannato a due anni. Sindaco e altri 10 rinviati a giudizio

Si è conclusa oggi l'udienza preliminare per il caso Coingas. Oltre a Staderini condannato a 1 anno e 4 mesi anche l'avvocato Jacopo Bigiarini. Rinvio a giudizio per Ghinelli, Macrì, Merelli, Amendola, Bardelli e tutti gli altri imputati

"Ho fatto un errore, ho confessato e adesso ne pago le conseguenze, come dovrebbe fare chiunque quando sbaglia". Sergio Staderini è lapidario. Poche parole, le sue, per commentare la decisione del gup Claudio Lara. La sentenza è stata pronunciata oggi poco dopo le 13: il giudice ha accolto la richiesta del procuratore condannando a 2 anni l'ex presidente di Coingas. Proprio dai file audio ritrovati dalla Digos nel Pc di Staderini hanno preso il largo le indagini partite da una segnalazione dei sindaci revisori di Coingas in merito alle ormai celebri "consulenze d'oro". Un'inchiesta nella quale sono entrati, a valanga, 13 imputati, che dovranno rispondere a vario titolo di peculato, favoreggiamento, abuso d'ufficio e traffico d'influenze (per il filone Multiservizi). Cade la contestazione di corruzione.

L'altra condanna di oggi, a un anno e 4 mesi, è quella dell'avvocato Jacopo Bigiarini, che come Staderini aveva optato per il rito abbreviato. L'assegno che il legale aveva restituito a Coingas, pari all'importo della consulenza, probabilmente non ha influito sul verdetto. Il procuratore, infatti, aveva chiesto una pena inferiore, pari a un anno e 2 mesi. Il giudice ha deciso per una condanna lievemente superiore.

In aula, come per ogni udienza dall'inizio del procedimento, era presente anche Franco Scortecci, presidente Coingas. "Io sono tranquillo - ha commentato a proposito del rinvio a giudizio - ho fiducia nella magistratura. Attenderò il processo e vediamo cosa accadrà". 

I rinvii a giudizio

Gli altri imputati sono stati tutti rinviati a giudizio. Per loro il processo inizierà il prossimo 2 novembre. Il sindaco Alessandro Ghinelli ha visto cadere un'imputazione per abuso d'ufficio: era quello legato alle perdite che avrebbero avuto gli altri comuni soci dall'appostamento a bilancio delle consulenze d'oro. Un capo di imputazione sul quale anche il Pm Rossi aveva fatto un passo indietro, visto che una recente normativa lo ha fatto decadere. Pertanto il primo cittadino sarà adesso imputato per favoreggiamento (per le consulenze d'oro e per la vicenda Multiservizi) e per abuso d'ufficio. 

Il presidente di Estra Francesco Macrì, inizialmente accusato solo di abuso d'ufficio, andrà a processo anche per di concorso in peculato. Quest'ultimo capo di imputazione è stato integrato durante l'udienza preliminare su istanza del pm Rossi. 

Derubricate le imputazioni per il filone Multiservizi, nel quale sono coinvolti  il consigliere comunale Roberto Bardelli, l'ex presidente di Multiservizi Luca Amendola e il presidente di Arezzo Casa Lorenzo Roggi. Per loro un'accusa più lieve: non più corruzione, ma traffico di influenze. Reato che prevede pene più lievi.

Gli altri imputati dovranno rispondere a vario titolo di peculato, favoreggiamento, abuso d'ufficio, sono il legale fiorentino Pier Ettore Olivetti Rason, l'assessore Alberto Merelli, il commercialista Marco Cocci, Mara Cacioli (ex dipendente in pensione di Coingas), l'avvocato del comune di Arezzo Stefano Pasquini.

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