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Sabato, 22 Gennaio 2022

Vaccinazione e sostenibilità. Bernini fissa le basi per il futuro: "Così possiamo lavorare, innovare e creare valore"

Assise 2021 di Arezzo, il presidente di Confindustria Toscana Sud al teatro Petrarca: "Il piano nazionale di ripresa è l’irripetibile elemento per realizzare una crescita duratura. Ai giovani e a tutti gli associati dico di essere visionari"

Economia sostenibile è lo slogan che Fabrizio Bernini, presidente di Confindustria Toscana Sud, ha a cuore da sempre. E intorno a questo tema, ogni giorno più centrale per le imprese, si è svolta l'assemblea 2021 della delegazione di Arezzo al teatro Francesco Petrarca. La parola chiave è sostenibilità, declinata in varie forme: economica ma anche ambientale e sociale.

Fedele alla sua visione pragmatica e ottimistica della realtà, Bernini ha invitato gli associati a essere sempre più visionari: "vedrete che in questo periodo di transizione globale, l’errore che faremo sarà più per difetto che per eccesso" ha detto. Prima aveva ricordato il momento complesso in cui gli imprenditori si trovano costretti a lavorare e le direttrici di sviluppo per imprese e cittadini.

"Due sono i punti fondamentali: da una parte la gestione della pandemia e, dall’altra, la straordinaria occasione di sviluppo che le transizioni digitale e ambientale offrono al nostro paese. Sul primo tema la nostra posizione è chiara e in linea con gli sforzi che il governo centrale, la Regione e tutte le istituzioni stanno compiendo: spingere sulla campagna vaccinale. E' fondamentale per tutti porre grande attenzione alla necessità di non interrompere nessun tipo di attività produttiva: sia le industrie che i negozi di prossimità devono restare aperti e lavorare. Anche sul secondo tema, relativo al futuro attraverso le transizioni, la posizione di Confindustria è chiara: questa è la più grande occasione, dal dopoguerra ad oggi, per riprenderci il nostro ruolo di paese capace di produrre innovazione e creare valore".

Bernini ha sottolineato con forza la necessità di tenere le imprese e il lavoro al centro delle politiche di governo, rispetto agli eccessi di assistenzialismo e di regole vessatorie, senza abbandonare la lotta alla povertà ma allontanandosi dalla cultura del non fare che spinge i giovani al lassismo e a rinunciare ai posti di lavoro.

"Possiamo diventare la locomotiva d'Europa e dobbiamo essere consapevoli che non possiamo più essere considerati il “fanalino di coda”. E' determinante che gli investimenti del PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza) debbano generare il pil strutturato, con l’obiettivo di abbassare il debito pubblico, passato dal 130% al 170% dopo la crisi pandemica. Il PNRR, in questa logica, rappresenta l’irripetibile elemento per realizzare una crescita duratura in questa fase di transizioni".

Riguardo l'economia aretina, Bernini ha ribadito la vocazione all'esportazione del territorio, molto più marcata che nel resto della Toscana. La vera sfida per il 2022 sarà credere nel domani e i giovani dovranno recitare una parte fondamentale, perché il capitale umano sarà sempre di più il motore dello sviluppo.

"Noi siamo imprenditori e non prenditori, come qualcuno ci ha definito recentemente - ha concluso Bernini. Per definizione cerchiamo soluzioni per le nostre aziende, per i nostri territori e per i nostri dipendenti. Lo facciamo nelle nostre imprese, lo facciamo anche attraverso la nostra associazione di Confindustria Toscana Sud"

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