"Così Montana voleva picchiarmi con un palo di ferro", la testimonianza di una vittima della baby gang

Nel giorno dell'udienza preliminare in cui il leader della gang è imputato, emerge uno dei racconti dei giovani finiti nel mirino

"Camminavo sotto i portici di via Roma quando i nostri sguardi si sono incrociati. Poi lui si è avvicinato e mi ha dato una spallata. Ho cercato di allontanarmi ma la situazione è precipitata". Così un giovane aretino racconta il suo scontro con il leader della baby gang aretina che ha terrorizzato gli adolescenti per circa due anni. I due non si conoscevano, ma sarebbe bastata appena un'occhiata per scatenare la violenza di "Montana", al secolo W.R. per il quale oggi si è svolta una udienza preliminare. Il giovane aretino, che all'epoca dei fatti era appena maggiorenne, racconta quei concitati momenti. Lo fa di fronte al tribunale, in attesa della decisione del gip sul rinvio a giudizio. 

Su Montana pendono le accuse di lesioni e minacce aggravate e rapina impropria. L'aggressione denunciata dal ragazzo aretino risale a circa un anno fa: "Era il 23 di dicembre e mi trovavo in centro. Avevo appena accompagnato un'amica e stavo tornando a casa. Ho percorso i portici di via Roma e per caso ho incrociato lo sguardo con questo ragazzo. In pochi secondi me lo sono trovato addosso, ci siamo detti parole forti. Poi ho cercato di allontanarmi. E' stato allora che lui ha brandito un palo usato per delimitare il parcheggio dell'hotel che si trova lì di fronte, minacciando di farmi del male". 

Fortunatamente per l'aretino, quel pomeriggio il centro cittadino era molto frequentato e sono stati dei passanti che hanno fermato "Montana". "Gli hanno detto di smetterla, che così si sarebbe rovinato la vita. E lui ha risposto che la sua vita era già rovinata. Io mi sono chiesto come era possibile dire queste cose a soli 18 anni. Poi sono arrivati i carabinieri, chiamati da una ragazza che lo conosceva".

La vittima dell'aggressione ha deciso, in caso di processo ordinario, di non costituirsi parte civile: "In fin dei conti io non ho avuto danni fisici, anche se la paura è stata tanta. Ma vorrei che questa storia avesse una fine e che questi ragazzi vengano fermati una volta per tutte". 

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