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L'autobus in fiamme e l'arrivo dei vigili del fuoco. Tiemme: "Mezzo revisionato e sottoposto a manutenzione"

Il grazie all'autista che ha saputo gestire la situazione e i commenti del mondo politico: "Servono verifiche"

 

L'autobus avvolto dalle fiamme questa mattina faceva parte della flotta di Tiemme. Si tratta di un mezzo che era in servizio sulla linea 7, partita da Poggiolo, a bordo del quale vi erano molti studenti. Le conferme arrivano dalla stessa Tiemme, che spiega in una nota:

Il mezzo aveva a bordo studenti diretti a lezione i quali sono comunque scesi in sicurezza alla fermata prevista; subito dopo le fiamme si sono propagate dal vano motore, probabilmente a causa di un corto circuito all’alternatore elettrico. L’autista è prontamente intervenuto con l’estintore di bordo, prima dell’intervento dei Vigili del Fuoco che hanno domato l’incendio.

Paura alla stazione, autobus in fiamme

Sul posto poi sono arrivati i vigili del fuoco di Arezzo che hanno spento le fiamme e riportato la situazione alla normalità. La vicenda ha fatto scalpore in città e le immagini dell'incendio sono divenute virali. 

Il mezzo interessato - spiega ancora Tiemme - ha 14 anni di età e motore Euro 3, regolarmente revisionato, sottoposto a manutenzioni periodiche e quotidianamente in servizio su tratte urbane. Ulteriori approfondimenti e verifiche per accertare le cause dell’incendio sono in corso da parte dei tecnici aziendali.

L'azienda ha ringraziato in particolare l’autista "per la sua prontezza e capacità di gestire la situazione che, fortunatamente, non ha comportato nessun ferito". Tiemme  ribadisce che i mezzi sono sottoposti a regolari manutenzioni, rispettando i cicli previsti dalle case costruttrici e che sono in corso ulteriori approfondimenti per individuare le cause che hanno determinato l’incendio.

I commenti

La vicenda ha generato reazioni nel panorama politico aretino. Il capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, Giovanna Carlettini, interviene parlando di un evento

"a cui Arezzo non è certo abituata. E a cui Fratelli d’Italia non intende abituarsi. Ciò che è successo a un mezzo di trasporto pubblico coinvolge un aspetto essenziale: si chiama manutenzione e vetustà dei mezzi. Ciò che spetta fare a chi gestisce il servizio: la società Tiemme. E a chi deve garantire gli investimenti: la Regione Toscana.

A tale proposito, siamo a chiedere cosa deve ancora subire il trasporto pubblico in questa Regione. Perché dopo anni siamo sempre al punto di partenza, con una gara-fantasma per un gestore unico regionale, con ricorsi e la parola fine ancora da mettere.

È bene precisare che il Comune di Arezzo in tutta questa situazione non ha responsabilità, le amministrazioni di centrosinistra regalarono la nostra Atam alla gestione dell’area vasta. Guardiamo esterrefatti a quanto sta accadendo in Regione, dove la confusione regna sovrana, come io da cittadina e consigliere comunale guardo esterrefatta un autobus in fiamme nella mia città. Il futuro peggiorerà la situazione. Un’azienda unica francese che allontanerà ancora di più la gestione dai territori. Sono anni che s’insegue il gigantismo aziendale nella gestione dei servizi pubblici e i risultati sono sempre più distanti dalle reali esigenze degli utenti.​

Sdegno anche per Casapound, che parla di precedenti che dovevano "spingere a indagare".

Un mese fa, la Linea 7 non era partita per un malfunzionamento, insieme ad altre 3 linee, e oggi prende fuoco. Si poteva evitare? Sì".  A dichiararlo è Francesco Campa, responsabile di CasaPound Arezzo.

E' dal 2017 che denunciamo la mancanza di manutenzione nei mezzi Tiemme, la mancanza di tutela sul luogo di lavoro per gli autisti e un disservizio continuo per i viaggiatori, sempre più vittime dei controllori Holacheck. Speriamo che su queste basi venga aperta un'inchiesta

Abbiamo elencato ciò che non è stato fatto da Massimiliano Dindalini, presidente di Tiemme, ma per dovere di cronaca ricordiamo anche ciò che ha fatto: l'aumento del suo compenso (da 38.400 a 48.000 euro) e del costo dei biglietti, nonché l'acquisto di alcuni bus troppo "grandi" che non passavano da alcuni sotto passi di Arezzo.

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