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VIDEO | Trasfusioni, l'appello del direttore: "Serve il plasma. Il centro di Arezzo è sicuro". C'è un calo dei donatori

Le parole di Pietro Pantone che da agosto dirige l’Unità Operativa Complessa di Immunoematologia e Trasfusione del sangue per Arezzo, Casentino e Valtiberina

 

Sulla sperimentazione della cura al plasma denominata Tsunami, appena arrivata anche all'ospedale San Donato di Arezzo per contrastare il Covid, interviente Pietro Pantone, che da agosto dirige l’Unità Operativa Complessa di Immunoematologia e Trasfusione del sangue per Arezzo, Casentino e Valtiberina.

"Un problema - sottolinea Pantone, direttore del centro trasfusionale di Arezzo - è rappresentato dalle donazioni. Il plasma non si produce in laboratorio e quello del protocollo Tsunami può arrivare solo da persone guarite dal Covid. Abbiamo bisogno di donazioni. Le persone devono avere tra i 18 e i 60 anni. Le donne non possono aver avuto né gravidanze né interruzioni di gravidanza. Le donazioni avvengono in assoluta sicurezza. Ci sono una serie di test preliminari e poi il plasma raccolto viene inviato a Pisa per il trattamento. Ritorna quindi ad Arezzo per i pazienti volontari che in Malattie infettive hanno accettato di sottoporsi al protocollo Tsunami".

Il plasma può essere donato in uno dei molti centri trasfusionali della Asl della Toscana. L'elenco completo è sul sito della Regione.

"Purtroppo - ha aggiunto Pantone - abbiamo bisogno di plasma e sangue in questo momento, anche di persone che non hanno contratto il Covid. Perché abbiamo registrato un calo, attorno al 5-10%. Le persone hanno forse timore ad avvicinarsi al centro trasfusionale per paura del contagio, almeno così ci fanno sapere dalle associazioni di volontariato. Ma vorrei rassicurare tutti: ci sono check point dedicati, il prelievo avviene in tutta sicurezza. Il centro è sicura, non ci sono stati casi di contagio all'interno".

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