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Giovedì, 2 Dicembre 2021

VIDEO | Green pass e cerimonia in presenza. Così il 4 novembre ad Arezzo, Ghinelli: "Terza dose per tutti al più presto"

Le celebrazioni si sono svolte al sacrario dei caduti di via dell'Anfiteatro e poi nel salone d'onore della prefettura. Ad aprire la giornata il coro della Severi

Mascherina, green pass esibito all’ingresso e, finalmente, una cerimonia in presenza dove, seppure nel pieno rispetto delle direttive anticontagio, la partecipazione rispetto all’anno precedente è stata tutt’altra. Il 4 novembre 2021 ad Arezzo è scivolato via così. La giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate ha seguito il consueto programma che ha visto una prima parte della cerimonia svolgersi davanti al sacrario dei caduti di via dell’Anfiteatro per poi spostarsi nel palazzo del governo di piazza Poggio del Sole.

“È stato emozionante - ha specificato il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli - soprattutto per la presenza dei giovani musicisti delle scuole medie che, con la loro bravura, hanno eseguito l’inno di Mameli e La canzone del Piave. Quello vissuto oggi sia un momento che racconta molto bene il periodo che stiamo vivendo. Credo che Arezzo sia sulla strada giusta e che l’emergenza sanitaria stia inesorabilmente arretrando. Ancora però non siamo del tutto fuori dalla pandemia come testimoniano le mascherine che ogni giorno indossiamo in più contesti. Sono sicuro che l’avvio dei richiami sia il metodo giusto per dare la spallata finale al virus e per tanto, dico sì, assolutamente sì, alle terze dosi per tutti. Personalmente mi sottoporrò a breve al richiamo di vaccino così da proteggermi e proteggere gli altri. Fortunatamente nelle ultime settimane abbiamo visto che Arezzo e la provincia stanno registrando numeri contenuti di nuovi contagi - l’altro giorno anche zero positivi in città - si tratta di segnali importati che ci mostrano la fine del tunnel anche se occorre guardarvi con cautela”.

Perché si celebra il 4 novembre

Il 4 novembre è festa anche se si lavora: in realtà infatti è un ex festivo in cui l'Italia ricorda l'Armistizio di Villa Giusti - entrato in vigore il 4 novembre 1918 - che consentì agli italiani di rientrare nei territori di Trento e Trieste, e portare a compimento il processo di unificazione nazionale iniziato in epoca risorgimentale. In questo stesso giorno terminava la Prima guerra mondiale. In realtà l'armistizio tra Italia ed Austria fu firmato il 3 novembre 1918 ma è entrato in vigore il giorno dopo. Per onorare i sacrifici dei soldati caduti a difesa della Patria il 4 novembre 1921 ebbe luogo la tumulazione del 'Milite Ignoto', nel Sacello dell'Altare della Patria a Roma. Con il Regio decreto n.1354 del 23 ottobre 1922, il 4 novembre fu dichiarato Festa nazionale. In questa giornata si intende ricordare, in special modo, tutti coloro che, anche giovanissimi, hanno sacrificato il bene supremo della vita per un ideale di Patria e di attaccamento al dovere: valori immutati nel tempo, per i militari di allora e quelli di oggi. Fino al 1976, il 4 novembre - 'Giorno dell’Unità Nazionale' e 'Giornata delle Forze Armate'- è stato un giorno festivo. Dal 1977, con la riforma del calendario delle festività nazionali introdotta con la legge n° 54 del 5 marzo 1977, la ricorrenza è diventata 'festa mobile’.

Il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

La cerimonia della giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate

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