"Io non ero più Liliana, ero il numero di matricola 75190"

Nel Giorno della memoria 300 istituti comprensivi della Toscana potranno riascoltare le parole che la senatrice a vita Segre ha pronunciato nel suo ultimo incontro pubblico svoltosi a Rondine

 

"Entrando lì pensai di essere impazzita. Era l'inferno. E io non ero più io. Ero il numero di matricola 75190". Liliana Segre, la senatrice a vita Liliana Segre, aveva 13 anni quando venne deportata ad Auschwitz. Poco più di una ragazzina. Il 30 gennaio 1944, in una manciata di ore, venne separata dal padre e costretta a condurre "la vita della prigioniera schiava" durata fino al 1° maggio 1945. Una storia terribile, feroce che è stata raccontata per l'ultima volta il 9 ottobre 2020 a Rondine dove la senatrice ha scelto di condividere le sue memorie pubblicamente. In circa novanta minuti gli orrori di quella tremenda pagina di storia sono stati ripercorsi attraverso le parole di una piccola signora "ormai stanca di ricordare"

Nell'ultimo racconto la senatrice Segre spiega le leggi razziali fasciste, le deportazioni e la vita nei campi di concentramento. "Un giorno di settembre del 1938 sono diventata l'altra. So che quando le mie amiche parlano di me aggiungono sempre la mia amica ebrea. E quel giorno a 8 anni non sono più potuta andare a scuola. Ero a tavola con mio papà e i nonni e mi dissero che ero stata espulsa. Chiesi perché, ricordo gli sguardi dei miei, mi risposero perché siamo ebrei, ci sono delle nuove leggi e gli ebrei non possono fare più una serie di cose. Se qualcuno legge a fondo le leggi razziali fasciste una delle cose più crudeli è stato far sentire invisibili i bambini. Molti miei compagni non si accorsero che il mio banco era vuoto. Sono stata clandestina e so cosa vuol dire essere respinti. Si può essere respinti in tanti modi. Davanti alla possibilità della vendetta ho scelto la vita e da quel momento sono diventata quella donna libera e di pace con cui ho convissuto fino ad ora”. 

Quest'oggi, in occasione delle celebrazioni per il Giorno della Memoria, 300 istituti comprensivi toscani potranno riascoltare l'ultima testimonia di Liliana Segre. L'iniziativa, che ha visto la partecipazione di Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze, Alessandra Nardini, assessora regionale alla ricerca ed istruzione Regione Toscana, Massimo Favilli, direttore Soci e Comunicazione Unicoop Tirreno e Franco Vaccari, fondatore e presidente Rondine, è sostenuta da Unicoop Firenze e Unicoop Tirreno, in collaborazione con Rondine Cittadella della Pace, per dare la massima diffusione al racconto dell’esperienza della Shoah fatto da Liliana Segre. Il video è disponibile online anche al link https://cittadinanzaconsapevole.it/.

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