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Test rapidi a scuola, la prima studentessa è del liceo Petrarca: "Lo faccio per me, per la famiglia, per la società"

Al via la campagna di monitoraggio delle scuole: nove istituti selezionati sul territorio provinciale. "Impossibile fare test a tutti ogni settimana, ma così abbiamo comunque il polso della situazione", spiega Nicola Vigiani del Dipartimento di prevenzione

 

Sono iniziati questa mattina i test rapidi sugli studenti aretini voluti dalla Regione Toscana ed eseguiti dalla Asl. “Lo faccio per me, ma anche perché penso che possa essere utile alla mia famiglia e alla società”, dice la prima ragazza su cui il tampone antigenico rapido è stato eseguito. E' stato il liceo Classico Petrarca di via Cavour, stamani, ad ospitare i primi test antigenici nelle scuole del territorio: un'iniziativa avviata in occasioen della presentazione del progetto che da lunedì entrerà a regime.

Non uno screening di massa, ma a campione, su studenti che frequentano 150 istituti secondari toscani. Quelli della provincia di Arezzo sono 9.  Nel comune capoluogo ci sono Istituto Margaritone, Istituto Buonarroti Fossombroni (due indirizzi), Liceo Petrarca, Liceo Colonna, Liceo Scientifico Redi, Liceo Artistico, Istituto Galilei. La nona scuola è l’Istituto Varchi di Montevarchi.

Il campione - spiega la Asl - prevede il coinvolgimento di 5 studenti per classe, per anno di corso (indicativamente 25 studenti per scuola) su cui ripetere i test settimanalmente. Ogni volta saranno campionati 5 studenti diversi della classe selezionata. La durata del programma sarà indicativamente dal 15 gennaio al 10 di giugno del 2021. "La ripetizione del test su campione di studenti consolidato vuol individuare casi o focolai che potessero nel tempo interessare la scuola o la comunità geografica di riferimento della scuola. Tutti i test effettuati, ed il loro esito, sono registrati nel fascicolo sanitario personale. In caso di accertata positività, la Centrale di tracciamento che opera ad Arezzo Fiere, attiverà la procedura per il tracciamento dei contatti del nuovo caso", spiega la Asl in una nota. "Impossibile fare il test a tutti ogni settimana, ma in questo modo - a campione - riusciremo a monitorare comunque l'andamento della diffusione del contagio nelle scuole", spiega Nicola Vigiani, del Dipartimento di prevenzione. “Abbiamo aderito con convinzione – commenta Mariella Ristori, dirigente del Liceo Classico. Apprezziamo e condividiamo le azioni che sono finalizzate alla completa riapertura in sicurezza delle scuole”.

“L’obiettivo – aggiunge Tiziana Nocentini, dell’Ufficio scolastico provinciale – è quello di garantire il rientro. L’indice di trasmissibilità nelle scuole, come ha evidenziato il Dirigente del nostro Ufficio, Roberto Curtolo, è ormai molto basso e siamo tutti impegnati ad abbassarlo ulteriormente per consentire l’innalzamento delle lezioni in presenza che oggi sono al 50%”. L’Asl è  impegnata in questa attività sia con il Dipartimento di Prevenzione sia con il Dipartimento professioni tecniche e sanitarie oltre che, ovviamente, con il laboratorio per l’analisi dei campioni raccolti nelle scuole. “Il tampone nasorafingeo che facciamo nelle scuole – ricorda Aniello Buccino, assistente socio sanitario e referente Covid per le scuole – consente l’identificazione precoce di possibili casi positivi attraverso l’esame di laboratorio”. “Questa attività – aggiunge Nicola Vigiani, del Dipartimento di prevenzione – è un altro tassello del lavoro di prevenzione che stiamo facendo nelle scuole. Questa attività di screening si aggiunge ai protocolli che abbiamo in essere in casi di contagio di studenti”.

Cosa accade quando si registra un caso sospetto

Due sono gli scenari possibili - spiega la nota della ASl - il caso sospetto si è registrato fuori dalla scuola oppure durante le lezioni.

  1. Nel primo caso la famiglia  contatta il medico o il pediatra di famiglia che provvede alla richiesta del tampone che verrà processato nel laboratorio Asl. La famiglia prenota quindi sul portale regionale “prenotatampone” la cui esecuzione è garantita nelle 48 ore successive alla prescrizione del medico. A questo punto ci sono due strade possibili: la prima porta lo studente al drive through mentre la seconda, qualora le condizioni del paziente non cosenta spostamenti, porta l’Usca dallo studente per il tampone a domicilio. Non prima di 6 e non dopo 24 ore, il risultato sarà visibile alla famiglia sul portale regionale “referticovid”.
  2. Il secondo caso previsto è quello di un sospetto durante le attività scolastiche, cioè se uno studente mostra sintomi mentre sono in corso le lezioni. La scuola informa il referente Covid nella Asl che contatta il pool di medici scolastici della zona distretto di riferimento. Se il medico scolastico è immediamente disponibile, provvede lui ad effettuare il test antigenico in un locale appositamente dedicato della scuola e alla presenza dei genitori. Lo studente va quindi a casa e il test viene trasportato nel  laboratorio Asl. Il medico o il pediatra di famiglia avrà nel frattempo provveduto alla prescrizione su ricetta elettronica. Nel caso il medico scolastico, non possa recarsi immediatamente nella scuola, sarà il referente Covid della Asl a fare tutto quanto necessario per l’effettuazione del test: indica alla famiglia il drive through dove accompagnare il figlio,  comunica il suo nominativo al referente Asl che gestisce i flussi di accesso alla struttura e chiede al medico scolastico di preparare la ricetta elettronica che invierà al drive dove lo studente sta per eseguire il test. Una volta fatto l’esame, lo studente viene riaccompagnato a casa dai familiari.

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