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Ampliamento terapia intensiva. Feri: "Un lavoro importante anche in funzione delle maxi emergenze"

Il direttore del reparto di terapia intensiva dell'ospedale San Donato plaude il potenziamento dell'intero reparto aretino

 

Più posti letto e una migliore organizzazione degli spazi consentiranno al reparto di essere in grado di affrontare qualsiasi evento di ampia portata. La rimodulazione della terapia intensiva di Arezzo, ampliata e potenziata in seguito all'acuirsi dell'emergenza Covid, è stata definita dal suo direttore una "importante e preziosa eredità" che consentirà al sistema sanitario aretino di essere pronto a fronteggiare "ogni tipo di  emergenza dettata anche da catastorfi naturali o maxi emergenze" perché "avere dei posti disponibili in situazioni di grande ed imprevista criticità è un dovere da perseguire nei confronti dei cittadini". Già perché oggi i posti a disposizione dei pazienti in questa ala specifica dell'ospedale San Donato sono triplicati e, entro la fine dell'anno, aumenteranno ancora fino ad arrivare a raggiungere le trenta postazioni. Un traguardo importante tagliato grazie agli importanti investimenti realizzati dalla Asl Toscana sud est sull'ospedale di Arezzo.

"Negli ultimi giorni - ha spiegato il direttore del reparto di terapia intensiva dell'ospedale San Donato di Arezzo, Marco Feri - abbiamo visto un numero minore di pazienti. Un'evidenza dettata anche dal restringimento delle normative sulla circolazione e accessibilità dei pubblici esercizi oltre, ad un significativo calo delle presenze in giro. Ciò significa che se ci sforziamo di rispettare le regole, anche quando non ci vengono imposte, riusciamo a contenere il diffondersi di questo maledetto virus".

In copertina: intervista a Marco Feri di Mattia Cialini.

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