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Il TeneRondo, il Giappone e quel Natale trash dove "facciamo tutti un po' più schifo". Marco Rondoni a Prisma

Ultima puntata targata 2018 per Prisma. Il gran finale con un Babbo Natale davvero particolare.

 

Cinque mesi all'anno in Giappone e i rimanenti ad Arezzo.
La vita di Marco Rondoni è un po' quella di un nomade sempre in giro da un angolo all'altro del mondo.
Nato il 24 maggio del 1976 dopo aver frequentato la scuola alberghiera ha frequentato per qualche mese l'universata "ma mi sono reso conto che non era pane per i miei denti".

Personaggio della movida aretina è da ormai dieci anni diventato uno degli accompagnatori ufficiali degli aretini in trasferta in Giappone. "Sì - racconta - ci sono stato nel 2007 e me ne sono innamorato completamente. Da allora ne ho fatto un mestiere e tutti gli anni per quattro o cinque volte vado e vengo dall'estremo Oriente fino all'Italia".

Sempre negli stessi anni Marco ha fondato anche l'ormai celeberrimo "Trash Party".

"Una mega festa collettiva - racconta - aperta a tutti. Niente affatto ingessata e dove ognuno è libero di esprimersi come meglio crede. E' un party dove ciascuno può concedersi, una volta ogni tanto, di fare più schifo del solito. Addirittura, in seguito ad una piccola disavventura patita da un nostro amico decidemmo di fondare il party "Tutti in tuta". L'idea nacque quando uno del nostro gruppo venne rispedito a casa dall'entrata di una nota discoteca aretina perché indossava i pantaloni di cotone di una tuta da ginnastica. Come atto di protesta lanciammo questa iniziativa e da allora, ciclicamente la riproponiamo". 

La diretta live Marco Rondoni a Prisma

Animatore delle folle è stato protagonista di eventi di grande aggregazione che hanno segnato la storia recente della città.

"Spezzo una lancia a favore degli eventi natalizi di quest'anno - spiega - la scorsa settimana sono stato a Lubiana e Zagabria per i mercatini di Natale. Devo dire che però vengono e vivendo in centro storico ho notato che non abbiamo niente a che invidiare ad altre realtà europee. I feedback poi sono gli occhi di tutti. Ogni fine settimana sono migliaia le persone che transitano in centro storico per le strade e piazze. E' anche vero però, ed io questa critica l'avallo, che dovremmo fare molto di più perché altrimenti la cultura aretina va avanti soltanto con eventi legati al cibo e alla gastronomia".

"Sono stato uno dei tanti volontari che hanno dato il proprio contributo ad Arezzo Wave - racconta - e riguardo a quegli anni con grande nostralgia ed afffetto. E' chiaro che i tempi sono cambiati per fare iniziative del genere non ci sono più le condizioni. E' altrettanto curioso che però ad Arezzo non esista una struttura per fare eventi ed iniziative al coperto. Ci sono degli ambienti, vedi il Teatro Tenda, l'Arezzo Fiere, le Caselle, ma di fatto nessuna è adeguata ad ospitare delle manifestazioni legate allo spettacolo. Le Caselle sono davvero il luogo giusto. Non ci sarebbero problemi logistici di alcun tipo. Né di spazi né tanto meno di parcheggio. Gli spazi ci sono dovrebbero essere fatti dei lavori di adeguamento strutturale. Inoltre, quest'anno è stato l'anno in cui è stato sdoganato l'ovale del Prato. L'estate scorsa questo spazio è stato ospitato qui dentro il Mengo Music Fest. Una manifestazione che sta acquisendo una propria autonomia e una propria autorevolezza. Però serve anche altro e dunque, non esitate, svegliatevi e fatevi avanti".

QUI per rivedere tutta la puntata  

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