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Napoleone, la dominazione francese, il ritratto che la Fraternita commissionò per Arezzo

Oggi 5 maggio 2021 ricorrono i duecento anni dalla morte di Bonaparte. All'interno della pinacoteca della Fraternita dei Laici ancora oggi è custodita un'opera che ritrae l'imperatore arrivato dalla Francia

 

Una copia così simile all'originale da richiamare alla mente il celeberribo ritratto che ancora oggi viene conservato al Louvre. E per l'opera, pensata per rendere omaggio al personaggio più illustre e potente dell'epoca, il magistrato decise di rivolgersi a un giovane artista offrendo 100 Lire per i suoi servigi. Fu la Fraternita dei Laici a commissionare al pittore Jacopo Martini il ritratto di Napoleone Bonaparte, quel generale che in una manciata di anni divenne tanto temuto quanto ammirato. Grande uomo di guerra e fine stratega, nel 1804 si auto proclamò imperatore dei francesi e l'anno successivo Re d'Italia. Prima ancora, sul finire del 1700, durante la campagna militare di invasione della Penisola riuscì a conquistare anche Arezzo. Un periodo che ancora oggi viene ricordato come uno dei momenti più turbolenti della storia locale dove alla supremazia francese si contrapposero i moti del "Viva Maria" che, come ricostuito dagli studiosi, sfociarono anche in atti di sanguinosa e barbarica violenza contro le comunità ebraiche presenti nella provincia e non solo.

Nel 1813 la Fraternita decise di onorare "sua maestà imperiale Napoleone e sua moglie l'imperatrice" con delle opere d'arte che sarebbero successivamente sistemate sulle pareti dellla sala delle udienze, luogo dove il magistrato riceveva ospiti e cittadini.

Oggi 5 maggio 2021 ricorrono i duecento anni dalla morte (5 maggio 1821) di quel generale che con la sua irruenza sconvolse così profondamente l'Europa da aver ispirato generazioni intere di artisti, letterati, musicisti, politici, filosofi e storici. 

Qualche informazione sull'opera

Il dipinto è copia dal celebre ritratto di Jacques-Louis David che si trova al Louvre. Anche questa opera, di cui fu autore Jacopo Martini, si colloca nell’ambito delle opere realizzate ai primi del 1800 per la quadreria dei ritratti di personaggi illustri, politici e donatori destinata alla Libreria di Fraternita. Poche sono le notizie sull’autore, Jacopo Martini, fratello di Donato, anch’esso pittore, che fu tra gli allievi di prima generazione iscritti alla Scuola Libera di disegno e Modellatura della Fraternita dei Laici.

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