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Scandalo Coingas. Ghinelli: "Dimissioni? Di cosa si parla?". Il discorso in consiglio e la fiducia a Merelli

Il primo cittadino risponde alle numerose interrogazioni sulla vicenda Coingas con la lettura di un documento

 

"Dimissioni? Ma di cosa si parla?".
Così il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, ha risposto riguardo le proprie dimmisioni, sollecitate dall'opposizione dopo lo scoppio della vicenda Coingas.

Con la lettura di un documento il primo cittadino ha risposto alle interrogazioni formulate dai banchi della minoranza da dove sono arrivate sollecitazioni di ogni genere. Implicitamente, è stato richiesto a Ghinelli e all'assessore Merelli, assente "perchè non tranuillo", dimettersi dai rispettivi incarichi.
Un fuoco incrociato di domande al quale il sindaco ha risposto con un documento dove ha ribadito di non aver ricevuto nessuna notifica dalla Procura e piena fiducia nell'assessore alle società partecipate Merelli, confermandolo al proprio posto.

Con il presente intervento desidero fare chiarezza circa il ruolo che ho avuto nella questione Coingas più volte richiamata nella stampa e in molti interventi delle parti politiche, nel recente passato.

Occorre tuttavia fare una seppur breve premessa circa il contesto entro il quale la vicenda Coingas, di cui si parla, è collocata. Mi riferisco agli atti che la società doveva affrontare nel mese di aprile 2019, ovvero in caso di slittamento, entro il 30 giugno di quest’anno. Mi riferisco al bilancio consuntivo 2018, cioè il documento più importante della gestione di una società, a totale capitale pubblico, come appunto Coingas. Pare solo il caso di ricordare che la mancata approvazione del bilancio di una società di questo tipo comporta la mancata ripartizione degli utili, e il rischio di commissariamento della stessa, e stante ancora oggi la vigenza della Legge Madia, il suo successivo scioglimento. E’ evidente dunque la grande responsabilità che il comune capoluogo ha nell’approvazione del bilancio, detenendo il 45,17% delle quote di proprietà. La mancata approvazione del bilancio è dunque un fatto assolutamente deprecabile per tutti i soci: i 27 comuni della provincia di Arezzo, che dalla distribuzione dei dividendi traggono risorse per attuare le politiche di territorio di loro competenza. Tanto per fare un numero, il comune di Arezzo col suo 45,17% di titolo di proprietà si aspettava da tale distribuzione di dividendi, un importo di 1.238.956,00€. Ma andando con ordine, dobbiamo anche chiarire quali sono i criteri sui quali si deve basare l’approvazione del bilancio di una società di tal genere. Mi venne spiegato che il criterio rispetto al quale il voto è espresso correttamente è quello della “veridicità”. Il bilancio cioè deve essere “veridico”, cioè deve riportare delle “poste”, cioè dei capitoli “veri”, cioè ai quali devono corrispondere delle vere e riscontrabili entità economiche. Cioè a dire che se nel Bilancio 2018 vengono trascritte spese per 100€, questi 100€ devono essere veri e non falsi, cioè devono essere stati contabilizzati in quell’anno. Questo mi fu altresì precisato a prescindere da eventuali dubbi sulla congruità della spesa.

Il bilancio viene dunque approvato dall’assemblea dei soci, sulla base della relazione al bilancio fornita dall’amministratore unico, sulla base della relazione del collegio dei sindaci revisori, e sulla base della relazione della società di revisione contabile che ha verificato la “coerenza interna” del bilancio stesso. E’ dunque evidente che le relazioni che i vari organi producono all’amministratore unico hanno un peso determinante sulla credibilità che la relazione di quest’ultimo può produrre nei confronti dell’assemblea. Ebbene la posizione del collegio sindacale espressa dal suo presidente, all’amministratore unico di Coingas in carica dal 31 gennaio di quest’anno, e da questi riferito all’assessore alle partecipate di questo comune, e da questi riferita al sottoscritto, è stata quella di non poter decidere circa la approvabilità del bilancio Coingas 2018, a causa della scarsa attendibilità (in senso lato) di alcune consulenze che appaiono ingiustificate ed eccessivamente onerose. Tale posizione che, se si è seguito attentamente quello che ho riferito, forse con linguaggio non perfettamente corretto, sono un ingegnere, non un commercialista, mi fu spiegato dall’assessore che era tecnicamente errata. Dunque i revisori decidono di non decidere. E decidono di farlo perché a loro parere alcune delle spese per consulenze non sono, intrinsecamente, corrette. Su tale punto l’assessore alle partecipate del Comune di Arezzo tenta di convincerli che se a parere del Collegio il Bilancio di Coingas non è approvabile, procedano con una relazione che concluda con una “non approvabilità”. Questa, e solo questa, poteva essere l’alternativa del Collegio dei revisori circa il Bilancio 2018 di Coingas. A nulla valgono gli incontri e le richieste che l’assessore alle partecipate del comune di Arezzo mi riferisce di aver fatto nei confronti del presidente del collegio sindacale. Il mio personale intervento nella vicenda di che trattasi su questo punto, e solo su questo, si è concretizzato: nel cercare di ottenere l’approvazione del bilancio 2018 di Coingas nell’esclusivo interesse pubblico, posto che mi si riferiva che contabilmente la posizione dei sindaci era errata e il loro non prendere posizione generava uno stallo potenzialmente dannosissimo per la collettività che ho quotidianamente la responsabilità di rappresentare. Tutt’altro discorso, che con l’approvazione del bilancio nulla, mi fu detto ha a che vedere, è se le consulenze sono state pagate eccessivamente, se vanno recuperate in senso economico, ad esempio promuovendo un’azione di responsabilità. Sul punto, la consulenza che Coingas ha affidato ad un legale esperto di diritto amministrativo, professionista noto nella città per le capacità e la indiscussa serietà, apprezzato da tutte le amministrazioni comunali di ogni connotazione politica da più di vent’anni, aveva il senso di capire se le perplessità dei sindaci sulla congruità potessero avere una qualche ragion d’essere e di darne contezza definitiva ai revisori. Nonostante tale parere avesse condotto ad un giudizio di correttezza formale delle consulenze di che trattasi, e nonostante che sul bilancio Coingas 2018, la società di revisione contabile incaricata al proposito, avesse dato parere favorevole, il collegio dei revisori ha insistito nel non prendere contabilmente posizione rinviando all’assemblea dei soci il giudizio di approvabilità del bilancio. bilancio che è stato poi approvato dall’assemblea dei soci il 4 luglio di quest’anno.

Così come il 10 luglio di quest'anno è stato approvato all'unanimità dei soci presenti il bilancio di Arezzo Fiere e Congressi, nonostante che uno dei soci stessi avesse richiesto un appofondimento circa il tema proprio delle consulenze, che anche il comune di Arezzo aveva individuato come un argomento critico. Da notare che il socio di maggioranza relativa che detiene il 40% delle quote di proprietà, la regione Toscana, ha approvato correttamente il bilancio 2018 della società Arezzo Fiere e Congressi, con ciò dimostrando, se fosse necessario, la correttezza della impostazione da me qui riferita."

A margine della seduta del consiglio comunale, anche l'assessore alle politiche sociali Lucia Tanti, ha voluto esprimere la propria fiducia per l'assessore Merelli e per il sindaco Ghinelli.

"Per ora non ho motivi per non mantenere la mia fiducia nell'assessore Merelli e ho tutti i motivi per avere fiducia nel sindaco Ghinelli. Rispondo così al consigliere Francesco Romizi che mi ha direttamente chiamato in causa. Se sono a fianco del sindaco anche nelle conferenze stampa è perché ne condivido l'azione, ancora di più in questo caso, dove mi pare evidente la legittimità del suo comportamento e soprattutto la sua correttezza. Per valutare la congruità delle consulenze, ci sono gli organi deputati di natura tecnica. Il sindaco fa un altro mestiere e ha ragione quando dice che il punto centrale era ed è il bilancio. Se poi vi erano consulenze errate, non è sua materia appurarlo."

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