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Lo sciopero del trasporto pubblico locale. I motivi: "La sicurezza per autisti e passeggeri"

Le modifiche sono lontane ma il timore di cambiamenti nei tempi di percorrenza e di riposo fanno già discutere in città

Ancora è presto per fare i conti delle adesioni, anche se si parla di più della metà degli autisti fermi e così non sono mancati i disagi per gli utenti del trasporto pubblico locale. E' infatti in corso lo sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Faisa-Cisal. Un'astensione dal lavoro nazionale di 4 ore che interessa le aziende facenti parti di Tiemme Spa, in tutte le sedi aziendali (Arezzo, Grosseto, Siena e Piombino), il personale di Bybus, nonché quello di Lfi Spa e Tft Spa (servizi ferroviari di Arezzo).

Tanti i pullmna parcheggiati all'autostazione, fermate quasi vuote, e i pochi autobus di linea in giro sono più vuoti del solito.

Ma quali sono le motivazioni che preoccupano la categoria?

A livello europeo ci sono proposte di modifica peggiorativa dei regolamenti 561/06 sui tempi di guida e di riposo e 1073/2009, che liberalizzano il mercato internazionale dei servizi di trasporto passeggeri a lunga percorrenza, svolto con autobus e pullman nell’Unione europea. Un tema che sembra lontano, ma per il quale le battaglie sono già cominciate. 

Lo scipero ad Arezzo è iniziato alle 8:30 e termina alle 12:30.

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