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VIDEO | Scanzi e Bocephus King: il gran finale con "Get up, stand up" di Bob Marley

Uno spezzone della serata "Soundtrack of my life" al campo sportivo di Laterina. Successo di pubblico per il racconto musicale imbastito dal giornalista aretino e dalla band del cantautore canadese

 

Quasi due ore e mezzo di musica e parole in riva all'Arno. Esauriti i posti, ben distanziati, messi a disposizione per l'evento, organizzato dall'amministrazione comunale di Laterina Pergine, e che ha visto protagonisti sul palco Andrea Scanzi, che ha così portato in terra d'Arezzo anche l'ultimo suo spettacolo, e la band del musicista e cantante canadese Bocephus King (al secolo Jemie Perry).

"Sounfdtrack of my life", andato in scena ieri sera al campo sportivo di via Fabbriche a Laterina (in platea anche Drigo dei Negrita), è stato un viaggio attraverso le sfumature della musica rock, dalla fine degli anni '60 fino agli '80 inoltrati. Con incursioni nel folk e nel pop, nel reggae e nel cantautorato italiano. Con brani estratti dal meglio della produzione mondiale, nell'arco di 3-4 lustri.

Foto di Luciano Scanzi

Dai Rolling Stones a Bob Marley

Partenza con i primi Stones e la dolce "Ruby tuesday", rock ballad acerba che preconizza l'ascesa di Jagger & Co: prima il racconto di Scanzi, tra significati e suggestioni, e poi l'esecuzione di Bocephus, in grado di reinterpretare in chiave personale il brano. Il canovaccio si ripete per dieci canzoni (più una conclusiva) e altrettanti cantanti o band. Sostenuto da Alex "Kid" Gariazzo (voce e chitarre), Angie (basso) e Max Malavasi (batteria), Bocephus King dà voce ai Led Zeppelin, Eric Clapton, Neil Young , Pink Floyd. Mentre Scanzi affabula, tratteggiando genialità e demoni che hanno originato album come "The Wall" o brani come "Helpless" e "Going to California". C'è spazio anche per citare Madonna e i Beatles, o raccontare curiosi aneddoti, come quello della seggiola scricchiolante di Bruce Spingsteen in "Nebraska", mentre l'istrionico Bocephus incarna Michael Jackson che "combatte" con la stalker Billie Jean, reinventa "Pigro" di Ivan Graziani in inglese e diventa "Faber" De André, che ammalia in dialetto ligure con "Crêuza de mä". E alla fine sono applausi per l'epilogo "ribelle" sulle note di Bob Marley: "Get up, stand up!".

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