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Raccolta e spremitura delle olive: così nasce l'oro verde. Rossi: "Un grasso buono per la salute"

Nelle tenute della Fraternita dei Laici, durante l’estate per salvaguardare i frutti sono stati effettuati vari interventi con il caolino (polvere di roccia)

 

Il 12 ottobre è iniziata  la raccolta delle olive biologiche negli oliveti delle tenute della Fraternita dei Laici: 22 ettari di oliveti con una raccolta prevista di 500 quintali. Durante l’estate per salvaguardare i frutti sono stati effettuati vari interventi con il caolino (polvere di roccia). Il raccolto, proveniente da varietà di alberi quali moraiolo, frantoio, leccino e raggiola, vengono portate giornalmente al frantoio per la molitura. Un procedimento antico che avviene a basse temperature per garantire un prodotto con altissime qualità nutrizionali e acidità bassa. Le prime moliture hanno prodotto un olio estra vergine di oliva leggermente amaro e fruttato con una componente piccante moderata.

"L’olio extravergine biologico è un vanto per la nostra agricoltura aretina - afferma il primo rettore di Fraternita - Pier Luigi Rossi - olio, pane e fuoco sono un antica ricetta per la salute. Per tanto invito tutti gli aretini a consumare un prodotto di altissima qualità ricco in polifenoli e tocoferoli importanti per la salute umana".

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