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L'ultimo e il primo rintocco dell'anno dall'orologio della Fraternita dei Laici

Gli auguri del primo rettore Pier Luigi Rossi che ha aperto le porte del grande palazzo di piazza Vasari e mostrato i segreti dell'orologio astronomico

 

"Il rintocco di questo orologio segna da secoli la fine e l'avvio dell'anno nuovo. Possa questo suono essere di buon auguri per tutta la città".
E' il primo rettore della Fraternita dei Laici, Pier Luigi Rossi, a chiudere il 2019 rivolgendo il pensiero a tutti coloro che nel corso del secoli hanno contribuito (e contribuiscono) a rendere grande la storia di quel palazzo dove cinquecento anni fa venne eretto un orologio quasi magico, che con il suo lento incedere scandisce la vita di tutti i giorni.

Consegnato e firmato nel 1552 dal mastro orologiaio Felice di Salvatore da Fossato, l’orologio nella vela campanaria del palazzo mantiene le sue funzioni specifiche e dopo ben quattro secoli, e alcuni sapienti restauri nei complessi e originali meccanismi, fa sentire ancora i suoi rintocchi. È azionato da una ricarica manuale giornaliera che, grazie all’azionamento di corde e contrappesi, mantiene il moto perpetuo. Questo orologio, tra i più rari in Europa e in assoluto l’unico in Italia per dimensioni e funzioni, rappresenta un documento di eccezionale valore. Dopo il restauro nel 1998 è stato inaugurato il ripristino della macchina e della parte astronomica e nel dicembre 2002 la funzionalità delle tre campane che con il loro suono accompagnano allo scadere del quarto d’ora il movimento della lancetta oraria. La campana centrale (del 1578) suona le ore (di 6 in 6) e ripete il suono alla mezza: la piccola campana di sinistra (risalente al 1300), suona una volta ai quarti, due volte ai tre e quattro/quarti. La campana di destra (1551) accompagna la prima ogni quarto.

Un interessante sistema di meridiane, posto all’interno e all’esterno del vano che ospita l’orologio e ancora oggi visitabile, permette di scoprire come avvenisse in passato il suo riassestamento annuale.

La torre campanaria ospita anche un terrazzo panoramico dalla vista mozzafiato sulla piazza e sulla città antica da cui è possibile vedere, e quasi toccare i maggiori monumenti della città come il campanile della Pieve di S. Maria, la Cattedrale, la torre del Palazzo del Comune e far correre l’occhio fino alle colline circostanti Arezzo.

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