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Opposizioni all'attacco: "No alla supermensa". L'assessore: "Ascoltiamo tutti. A febbraio decidiamo"

Il centrosinistra contrario al centro unico di cottura. Lucia Tanti: "Non faremo come Ponzio Pilato. Il comitato "Giù le mani dalla mense" non rappresenta la maggioranza dei genitori

L'opposizione attacca, l'assessore Lucia Tanti respinge le accuse e rilancia. Sul tavolo c'è la patata bollente del centro unico di cottura per asili nido, scuole materne e scuole elementari del Comune di Arezzo. Un'ipotesi che non va giù ai genitori dei bambini e che è stata portata in consiglio comunale dai partiti di centrosinistra. Alessandro Caneschi (Pd) ha presentato un'interrogazione sul tema, Francesco Romizi (Arezzo in Comune) ha proposto un emendamento (bocciato dall'aula) al piano triennale delle opere pubbliche per stralciare il progetto della supermensa.

Nonostante le polemiche, l'assessore ha ribadito che "sul sistema di refezione scolastica la giunta non farà Ponzio Pilato, prenderemo la decisione dopo aver valutato tutte le proposte in campo, ovviamente anche quelle diverse dalla supermensa oggi presente nel piano delle opere pubbliche e che lì rimarrà finchè non avremo potuto valutare la fattibilità anche delle alternative".

La novità riguarda la presenza sulla scena di un altro gruppo di genitori, alternativo al comitato "Giù le mani dalle mense", che in queste settimane ha fatto proposte differenti sia rispetto alla supermensa che a quella del comitato già costituito che, ha aggiunto l'assessore, "rappresenta certo dei genitori ma a questo punto è dimostrato che non ne rappresenta la stragrande maggioranza".

Secondo le opposizioni, per tutelare la qualità dei pasti a scuola e la salute dei bambini, sarebbe più opportuno ammodernare le cucine già presenti nei vari plessi scolastici. Una soluzione che l'assessore Tanti non ha escluso a priori: "A dicembre ascolterò tutti coloro che hanno idee, segnalazioni, proposte e tutte saranno valutate con lo stesso metro e con la stessa misura da parte dei nostri uffici; a gennaio, appena le valutazioni sulla fattibilità di ciascuna proposta saranno concluse, arriverà il tempo del pubblico confronto sullo stato attuale e sulle prospettive future di una refezione scolastica che nei prossimi anni impone di essere migliorata e potenziata; entro il mese di febbraio – salvo imprevisti che ad oggi non sono valutabili – prenderemo la decisione che più garantirà efficacia e efficienza al servizio di refezione scolastica. E’ mio convincimento che questa città possa sviluppare il servizio attraverso il mantenimento di tre strutture già esistenti e la costruzione di una nuova struttura che permetta di garantire maggior sicurezza e maggior qualità superando le piccole cucine che risalgono agli anni ’70 e ’80. Se tuttavia qualcuno sarà in grado di dimostrarmi che esiste una soluzione diversa e migliore, da parte mia ci sarà tutta la disponibilità a modificare il progetto: ovviamente però non accetto lezioni da chi negli ultimi dieci anni ha perso tempo a far fare disegnini sui centri di cottura che sono finiti nei cassetti degli uffici perché irrealizzabili, non sapendo dare risposta ad un sistema ed un servizio che produce mezzo milione di pasti l’anno per 58 punti di erogazione affidato a sei piccole cucine che pensano solo per sé ed altre sei piccole cucine che devono fare fronte quotidianamente a tutto il resto delle scuole".

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