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Pillole di Mumec. Memoria digitale, analogica e cartacea: le invenzioni che hanno segnato la storia

Nel mese di agosto, Arezzo Notizie insieme a Mumec proporrà degli approfondimenti legati proprio alle infinite modalità di conservazione della memoria

 

Ricordare, tramandare, immortalare. Avere memoria significa essenzialmente non dimenticare il passato e tenerlo sempre a "portata di mano" così da costruire un futuro ricco di informazioni utili alla coservazione ed evoluzione del genere umano. Un lavoro enorme che, fin dall'antichità, è stato portato avanti da numerosi addetti ai lavori che si sono fatti carico di creare degli archivi.

Su questo gigantesco tema, il Museo dei Mezzi di Comunicazione di Arezzo (Mumec) ha indagato così a fondo da attirare l'attenzione dell'Unesco. "Sì - spiega Valentina Casi, direttrice del museo - con i centri di Arezzo e Firenze dell'organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura abbiamo stretto una bella sinergia che ha dato vita ad una convenzione. I temi che affronta e approfondisce il nostro museo sono molto affini a quelli di Unesco. Dal 1992 l'Unesco ha dato il via al progetto 'Memory of the world' con lo scopo di trovare risposte a domande relative alla conservazione di informazioni e memoria".

Un tema ampissimo che si intreccia con la storia dell'umanità e dei mezzi di comunicazione nati, anche, con lo scopo di rendere palpabile la conoscenza acquisita. Dalle tavolette di argilla sumere fino alle macchine fotografiche per poi arrivare ai calcolatori, ai computer, alle arti figurative. Tutto ha contribuito alla creazione di un vasto archivio dal quale è possibile in ogni momento attingere.

Nel mese di agosto, Arezzo Notizie insieme a Mumec proporrà degli approfondimenti legati proprio a questo argomento tentando di tracciare un percorso dove le storie di oggetti e strumenti possano consentire di costruire una visione più ampia sull'evoluzione.

"La sfida che vi vogliamo lanciare è parlare di memoria - spiega ancora Valentina Casi - la memoria è tramandare, ricordare ma dobbiamo anche considerarla nella sua ingannevolezza. Il nostro museo ha cercato di affrontare questo tema dando vita a "I mezzi della memoria", mostra allestita come collaterale alla Fiera Antiquaria che si è poi spostata in Valdichiana, a Stia per arrivare a Firenze nel palazzo del Pegaso. La prossima tappa sarà Castiglion Fiorentino dove troverà spazio all'interno del museo archeologico e continuerà a sollecitare i visitatori su questo ampissimo e intricato tema".

"Graffiti, affreschi e poi computer, calcolatori, macchine fotografiche - sottolinea Fausto Casi, curatore scientifico del Mumec - sono tutti strumenti che rappresentano modi per imprimere la memoria. Dalla nostra collezione abbiamo estrapolato degli oggetti specifici affinché potessimo raccontare come immagine, suono e scrittura abbiano lasciato un segno indelebile sul nostro passato e sul nostro presente. Oggi parliamo soprattutto di memoria digitale e poi? Che cosa tramanderemo alle prossime generazioni? Quali dati avranno a disposizione per conoscere meglio il tempo che stiamo vivendo?"

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