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Lyssavirus, controlli anche sui gatti. Sospese le catture per le sterilizzazioni

Nuova ordinanza con valore immediato da parte del sindaco. Ecco cosa prevede e cosa devono sapere i cittadini

 

Terza ordinanza in poche ore da parte del sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli in seguito al caso del gatto deceduto per un particolare tipo di Lyssavirus che gli aveva infettato il cervello. Dopo quella riguardante i cani, questa volta i soggetti interessati sono i felini, le famiglie proprietarie, i responsabili delle colonie feline. 

Una riunione specifica si è tenuta questa mattina a Palazzo dei Priori alla presenza del primo cittadino, dei veterinari della Asl Giorgio Briganti che è direttore dell'area della sanità pubblica veterinaria e della sicurezza alimentare della Sud Est e Fabio Parca, responsabile della stessa area per la zona Aretina, Valtiberina e Casentino. Insieme a loro il direttore del servizio Ambiente del Comune di Arezzo Giovanni Baldini.

"Si fermano in questo periodo le catture dei felini per le sterilizzazioni" fanno sapere i veterinari che hanno sottoposto alcune problematiche al sindaco responsabile della salute pubblica. Intanto non ci sono novità rispetto alle quarantene dei soggetti che sono venuti in contatto con il gatto infetto e della proprietaria che era stata morsicata prima che il gatto peggiorasse e poi morisse.

La città è stata suddivisa in due zone, "a cerchi concentrici a partire dal focolaio individuato" cioè dal punto dove il gatto infetto soggiornava. La prima nel raggio di un km e la seconda nel raggio di 3. Questo sistema servirà per controllare quanto più da vicino i felini che popolano le due zone.

“Il caso del gattino colpito da lyssavirus sicuramente ci preoccupa - ha detto il sindaco - Riteniamo pertanto necessario mettere in atto tutti gli accorgimenti finalizzati al controllo anche di questi felini domestici e tutte le cautele possibili per fare in modo di non avere contatti diretti con animali che potenzialmente potrebbero essere infetti da questo pericolossissimo virus. Si tratta di provvedimenti di prevenzione necessari, finalizzati alla salvaguardia e tutela della salute pubblica”

Il rapporto tra i cittadini, i veterinari privati e pubblici e le istituzioni sarà ancora più fondamentale nel monitoraggio degli animali di affezione dopo che ad Arezzo si è verificato il primo caso al mondo in cui, un particolare tipo di Lyssavirus, si è manifestato in un felino. L'unico caso precedente conosciuto dalla comunità scientifica internazionale era nel Caucaso e fu identificato in un pipistrello. 

Cosa prevede la nuova ordinanza

L'ordinanza nr. 146, con decorrenza immediata e in vigore fino al 27 agosto (fatte salve eventuali e successive disposizioni), contiene prescrizioni puntuali circa il controllo dei felini. Nel dettaglio: tutti i responsabili delle colonie feline censite e mappate sul territorio comunale nonché tutti i proprietari di gatti devono segnalare immediatamente alla Unità Funzionale di Sanità Pubblica Veterinaria della Ausl Toscana sud est qualsiasi sintomo che possa far sospettare l'inizio della malattia, come ad esempio cambiamenti di indole, tendenza a mordere, manifestazioni di paralisi, impossibilità alla deglutizione; tutte le colonie censite nel territorio del Comune di Arezzo devono essere soggette a vigilanza sanitaria rafforzata da parte del personale veterinario della stessa Unità Funzionale di cui sopra; tutti gli interventi di cattura e sterilizzazione dei gatti appartenenti a colonie localizzate nel Comune di Arezzo devono essere sospesi; tutti i proprietari di gatti devono assicurare il controllo costante dei propri animali anche nel caso di animali abituati ad uscire dalla propria abitazione; tutti i cani e gatti che hanno morsicato persone o animali e tutti gli animali con sintomatologia sospetta, confermata dal veterinario della Ausl Toscana sud est, ogniqualvolta sia possibile catturarli, devono essere isolati e tenuti in osservazione per 10 giorni nei locali individuati dal Servizio Ambiente del Comune di Arezzo, dove non possano nuocere, escludendo l'osservazione presso il domicilio del responsabile dell'animale.

Sarà compito del Servizio Ambiente del Comune di Arezzo disciplinare le modalità di trasporto di cani e gatti che hanno morsicato persone o animali e di tutti gli animali con sintomatologia sospetta presso i locali appositamente individuati, nel caso in cui il proprietario non sia in grado o disponibile ad effettuare autonomamente il trasferimento.

Il primo caso in un felino ad Arezzo

La notizia del primo caso al mondo di questa particolare infezione rabica in un felino si è diffusa in città domenica scorsa, anche se il caso del morso da parte del gatto infetto alla sua proprietaria si è verificato il 13 giugno scorso. Il tempo intercorso è servito prima di tutto per avere in cura il gatto, prima che peggiorasse definitivamente, poi per le analisi del caso che sono state condotte dal Centro di referenza nazionale per la Rabbia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie che aveva ricevuto il campione da analizzare dall’Istituto zooprofilattico di Lazio e Toscana. Non ci sono evidenze scientifiche del possibile contagio umano, ma la comunità scientifica si domanda come, un virus tipico dei pipistrelli sia potuto passare ai felini nella città di Arezzo. Per questo il Ministero della Salute ha aperto un tavolo tecnico scientifico su questo specifico caso. 

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