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5 liste, 144 candidati. I 5 punti prioritari del programma di Luciano Ralli

144 candidati. Sono le donne e gli uomini delle 5 liste che sostengono la candidatura a Sindaco di Luciano Ralli: Pd, Arezzo 2020, CuriAmo Arezzo, Arezzocista! e Lista Ralli

 

Stamani al Parco Giotto presentazione del programma e incontro dei candidati che si stanno impegnando per risolvere i problemi di Arezzo e dare una nuova speranza, dopo 5 grigi anni di centro destra, alla comunità aretina.  Tutti insieme per condividere le priorità che Luciano Ralli ha illustrato.

Al primo posto un'azione più incisiva del Comune per il lavoro: "interventi per difendere e promuovere l’occupazione. Nell’immediato finanziamenti per il microcredito alle imprese e alle start up innovative e giovanili. Investimenti per potenziare l’Università e l’alta formazione nonché progetti per intercettare i finanziamenti europei per le infrastrutture digitali, per il miglioramento della sanità pubblica e del sistema integrato socio-sanitario e per la tutela dell’ambiente".

C'è poi il tema della partecipazione dei cittadini, dei loro diretti ad essere informati e quindi protagonisti delle decisioni che li riguardano: "è il momento di ricominciare a occuparsi delle esigenze delle famiglie e del bisogno di comunità, valorizzando il ruolo delle molteplici associazioni di volontariato, gruppi sportivi, associazioni culturali, organizzazioni giovanili". Ed ecco le proposte: "dallo Sportello unico per le politiche sociali, alla Cabina di regia per la cultura partecipata, ai Regolamenti per la Cittadinanza attiva e il Bilancio partecipato, alla Consulta giovanile, al Piano Regolatore dei tempi e degli orari".

Dai cittadini alla città, mettendo fine all'immobilismo dell'Amministrazione Ghinelli e realizzando quei servizi e quelle opere di cui Arezzo ha sempre più bisogno: "la ristrutturazione dell’Ospedale San Donato, il potenziamento dei servizi di prevenzione, della medicina territoriale e dei servizi sociosanitari. Poi il completamento del Nodo di Olmo della Due Mari, la copertura con la banda larga di tutto il territorio comunale. Opere non solo strategiche per lo sviluppo del territorio, ma anche volano di occupazione".

Il quarto elemento è un disegno comune che unisca il centro città, le periferie, le frazioni: "gli aretini che vivono fuori dal centro storico sono stati trattati finora come cittadini di serie B. Per questo motivo, pensiamo a interventi di riqualificazione delle periferie (quartieri urbani e paesi) con un’idea di città diffusa, fortemente interconnessa, in cui siano garantiti gli stessi servizi a tutti i residenti. Invertire i processi di accentramento, portando nei paesi servizi pubblici e punti di ascolto, sostenendo strutture e attività che coinvolgano i cittadini, con un nuovo ruolo dei Centri di aggregazione sociale".

Infine, come denominatore comune del programma e di ogni azione amministrativa, la legalità: "la nostra città ha le risorse imprenditoriali, sociali, culturali e morali per affrontare le sfide dei prossimi anni. Proprio per questo non può accettare di essere trascinata, ancora una volta, nella vergogna di inchieste giudiziarie".

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