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Leaders for Peace. Al via il terzo anno della campagna di Rondine, per affrontare anche i conflitti causati dal Covid

Vaccari: “La relazione, vaccino per le ferite nel mondo post-pandemico”. Solidarietà, educazione, diritti umani, alcuni dei temi chiave affrontati dai giovani della Cittadella della Pace, a dialogo con i leader del mondo

 

“Da dove cominciano i diritti umani? A Rondine abbiamo trovato la risposta, dalle relazioni”. Queste le parole di Franco VaccariPresidente di Rondine Cittadella della Pace nell’ambito dell’evento odierno, nella ricorrenza storica della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che ha aperto il terzo anno della campagna Leaders for Peace. Il suo appello è stato lanciato alle Nazioni Unite di New York nel 2018 per sensibilizzare i Governi alla formazione di leader di pace e oggi si interroga su come rispondere ai nuovi conflitti generati dell’emergenza Covid.

“Quando sarà finita la pandemia vedremo il lato oscuro del Corona virus, la ferita sociale delle relazioni. Quindi – continua Vaccari - dovremmo fare un rinnovato patto che costruisca una nuova fiducia nelle relazioni. Abbiamo trovato un vaccino per il virus, ora dobbiamo trovare un vaccino che si fonda sull’educazione contro la guerra e la violenza”.

Protagonisti come sempre i giovani della Cittadella della Pace, appartenenti a popoli coinvolti in conflitti armati attuali o recenti che hanno scelto di vivere con il proprio nemico e formarsi come futuri leader di pace a Rondine. A dialogo con loro, alcune tra le più alte autorità nazionali e internazionali, leader politici e religiosi, esponenti della cultura, della diplomazia e del mondo accademico nell’evento on line dal titolo “Disinnescando nuove tensioni. Il mondo del post-pandemia avrà bisogno di giovani Leader di Pace”.

Tanti i temi affrontati a partire proprio dai diritti umani, le responsabilità della leadership, ma anche il potenziale della leadership al femminile, i conflitti climatici, i conflitti sociali ma soprattutto il ruolo dei giovani come ha ricordato il Ministro degli Affari Esteri,  Luigi Di Maio: “E’ con grande fiducia che guardiamo a voi giovani, ma è anche la responsabilità condivisa delle istituzioni, nazionali e sovranazionali, a dare ai giovani gli strumenti per poter contribuire alla costruzione e ricostruzione dopo i conflitti e dopo la pandemia, di società più resilienti e pronte ad affrontare le sfide che gli attendono senza sacrificare la convivenza pacifica tra culture e religioni diverse”.

Solidarietà e impegno nella comunità l’auspicio del Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede: “Se da un lato questa situazione ha prodotto nuove tensioni, dall'altro non devono essere considerate insormontabili. Piuttosto, sono un'occasione per noi di diventare "artefici di pace", per rivitalizzare le nostre comunità e le nostre famiglie cercando il bene comune e ponendo il bene degli altri prima dei nostri desideri personali. Questo vale soprattutto per i leader, che hanno la responsabilità di promuovere la pace tra i loro popoli”.

Per Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli “Fraternità e solidarietà sono il vaccino efficace e l'antidoto all'attuale crisi sociale ed ecologica” ma anche l’ambiente: “La Chiesa non può rimanere in silenzio di fronte alle minacce contro la persona umana e l'integrità del creato. L'"imperativo categorico" per tutti noi è di mettere in pratica la cura per il nostro "prossimo" e la protezione dell'ambiente naturale”.

Le parole chiave per un futuro inclusivo per Enrico Letta, preside della scuola di affari internazionali dell'Istituto di studi politici di Parigi (PSIA) – SciencesPo, sono “istruzione” e “bussola”. Una bussola capace di orientare “ancorata ai valori della convivenza civile, del rispetto per gli altri, ancorata al valore che la nostra società ha bisogno di leadership responsabili e ha bisogno di guardare lontano e la bussola con i punti cardinali che soltanto l’incontro tra le persone può consentire di avere”.

Non potevano mancare inoltre Mariangela Zappia, rappresentante permanente d'Italia presso le Nazioni Unite a New York che per due anni ha supportato la campagna Leaders fo Pace facendosi portavoce presso i Paesi Membri dopo la firma dell’Italia e Maritza Chan, vice rappresentante permanente della Costa Rica presso le Nazioni Unite, secondo Paese ad aver sottoscritto l’appello come ha ricordato l’ambasciatrice: “I giovani per molto tempo non sono stati ascoltati, sono le risorse più importanti e devono avere lo spazio in tutte le decisioni per il nostro futuro. Per questo abbiamo voluto firmare la campagna Leaders for Peace, perché ci siamo riconosciuti in questi principi che ci porteranno ad un futuro di pace”. 

Tra interventi e video messaggi, tanti i contributi che hanno fatto emergere una riflessione collettiva guidata dai concetti di responsabilità e cura che potranno indicando una chiara strada per un futuro di pace. Tra questi, anche Rotimi Olawale, Direttore esecutivo e co-fondatore dell’associazione nigeriana Youth Hub Africa; Tao Provaroni, per la Croce Rossa Italiana; Vanessa Nakate, attivista internazionale contro il cambiamento climatico proveniente dall’Uganda e Giorgi Gabedava, Presidente di Rondine International Peace Lab che ha presentato alcuni progetti di successo messi in campo dagli alumni della Cittadella della Pace come risposta all’emergenza Covid19 come “Colfratelli” il progetto di Yanine, colombiana, ideato per aiutare gli ex soldati e le persone coinvolte nel conflitto che ha distrutto il paese negli ultimi 60 anni;  “Forte Silenzio” il progetto di Sara dalla Bosnia Erzegovina, che promuove il rispetto dei diritti umani e del diritto al lavoro attraverso una coffee-house ecosostenibile; e le Rondini d’Oro maliane Brigitte e Georges che intendono sensibilizzare la popolazione sulla situazione epidemiologica e ridurre i conflitti attraverso il dialogo, il confronto e la convivenza pacifica.

Infine gli interventi degli studenti attuali della World House di Rondine che hanno rilanciato l’appello di Leaders fo Peace con una intensa performance artistica ricordandoci che “Se non c’è discriminazione, fame, insicurezza medica, conflitto, significa che siamo felici, ma vale per tutte le persone del mondo? Molto probabilmente no. Il nostro obiettivo è lottare per i diritti umani fondamentali per tutti”.

L’evento, moderato da Valeria Robecco, Presidente dell’Associazione dei corrispondenti delle Nazioni Unite, è stato promosso da Rondine Cittadella della Pace e Rondine International Peace Lab, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, la Rappresentanza Permanente della Costa Rica presso le Nazioni Unite, l’Associazione dei corrispondenti delle Nazioni Unite (UNCA) e con il patrocinio dell’Ambasciata in Italia del Regno Hascemita di Giordania, del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), l’Ufficio dell’Inviato Speciale del Segretario Generale per la Gioventù, e Youth Hub Africa.

L’iniziativa è promossa all’interno della campagna globale Leaders for Peace con il supporto di Conferenza Episcopale Italiana e Fondation Assistance Internationale (FAI).

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