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VIDEO | Bottai lancia la sua candidatura: "Vogliamo ridare dignità alla classe lavoratrice"

Così la candidata a sindaco per la città di Arezzo presenta la propria lista e il proprio programma

 

La candidature di Laura Bottai a sindaco per il PCI parte da Piazza della Repubblica.

"Perchè questo posto? Visto che si è parlato del taglio deglialberi partiamo da qui per dire il nostro no e poi perchè è un crocevia, a due passi dalla stazione - spiega Bottai - il nostro programma punta su questo, sulle persone e sulla cultura. Voglia ridare dignità a tutta la classe lavoratrice, alle donne e agli uomini, italiani e stranieri che portano qui il loro sapere. Le nostre battaglie saranno anche per l'ambiente, i diritti civili, il lavoro e la sicurezza".

“In vista delle elezioni regionali, visto che rischiano di perdere dappertutto, hanno abolito il superticket di dieci euro, l'odioso balzello che, come ha riconosciuto lo stesso ministro Speranza, per nove anni ha impedito a troppi cittadini di accedere al servizio sanitario. Hanno impiegato una vita per capire che si trattava di una misura iniqua e quindi sbagliata. Anzi, lo sapevano ma se ne infischiavano. Solo la paura di perdere regioni come la Toscana ha indotto il governo ad eliminare una misura che non doveva neppure essere introdotta”.

Ad affermarlo, a margine della conferenza stampa di presentazione della candidata del Pci, Laura Bottai, a sindaca di Arezzo, è stato il candidato del Pci a presidente della regione Toscana, Marco Barzanti, che ha parlato della riforma sanitaria proposta dal Partito comunista italiano: “Vogliamo una sanità pubblica di qualità. Vogliamo che chi guadagna meno di 30 mila euro possa accedere gratuitamente al servizio sanitario. Se dovessimo andare al governo della regione, aboliremo l’intramoenia, cioè la possibilità, per i medici, di svolgere al mattino l’attività professionale nel servizio pubblico e al pomeriggio di fare visite e prestazioni a pagamento”. 

Sull’abolizione del superticket, ha precisato: “La quota aggiuntiva dei dieci euro sulle visite mediche specialistiche e sugli esami clinici venne introdotta nel 2007 dal governo Prodi. Ma rimase lettera morta fino al 2011 quando a Palazzo Chigi c’era Berlusconi. Negli ultimi anni alcune regioni sono intervenute su questa misura. La prima è stata l’Emilia Romagna che, nel luglio 2018, ha abolito il superticket per redditi fino ai 100 mila euro lordi, lasciando chiaramente il ticket ordinario. L’ultima, nel marzo 2020, è stata la Lombardia. La Toscana, sempre nel marzo di quest'anno, lo ha invece modulato in base al reddito, lasciandolo per quelli più alti. Adesso la nuova misura uniformerà i vari provvedimenti regionali e sarà valida per tutti i cittadini italiani a prescindere dal reddito. Rimarranno i ticket ordinari, variabili a seconda delle prestazioni usufruite”.

Quello che tuttavia occorre, secondo Barzanti, è il riordino totale del sistema sanitario e in questo ambito la revisione dei ticket.
“E' del tutto evidente che la scelta di abolire il superticket è stata una mossa elettorale del Pd e dei Cinquestelle che guidano il governo nazionale”, rimarca Barzanti. “Quello che occorre, invece, è il riordino completo del servizio sanitario nazionale con la restituzione allo Stato della piena individuazione dei livelli essenziali di assistenza e la loro messa in pratica. In quest'ottica il Pci propone la revisione totale dei ticket sanitari in base al principio di progressività con l'abolizione completa degli stessi per chi guadagna meno di 30 mila euro l'anno e con la realizzazione di una vera ed uniforme gradualità su tutto il tutto il territorio nazionale per chi, guadagnando più di 30 mila euro, sarà chiamato a pagare il ticket. Come Pci, inoltre, proponiamo anche l'introduzione di un importo quale limite massimo annuale di spesa, al raggiungimento del quale cesserà l’obbligo dell’assistito di concorrere alla spesa sanitaria che gli è necessaria per vivere”.

La conclusione Barzanti l'ha riservata alla Toscana: “Noi chiediamo un voto per intervenire in modo pesante, dalla parte del cittadino, sul sistema sanitario regionale. Il Pd ha distrutto la sanità pubblica, cancellando circa 2 mila 600 posti letto negli ultimi dieci anni, chiudendo ospedali e pronto soccorso, ambulatori, eliminando i presidi sanitari ed i medici di base sul territorio. Se i toscani ci daranno fiducia, noi inizieremo la nostra battaglia da qui. Una sanità pubblica e gratuita, di buon livello, dove il medico che sceglie di lavorare nel servizio pubblico si dedica interamente a quello e non va a caccia di soldi con l'intramoenia, è fondamentale per una comunità regionale che vuol dirsi civile. Il Pci, che si propone come forza di governo, si è messo in testa di ricostruire il sistema toscano che Rossi, l'Attila della sanità, ha divelto e scannato lasciando dietro a sé macerie e terra bruciata”.

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