Venerdì, 12 Luglio 2024

VIDEO E FOTO | Oro zecchino e pregiati legni rosa. Ecco la lancia dedicata a Giorgio Vasari

Presentata questa mattina, 14 giugno, presso la sala del consiglio comunale di Arezzo, la lancia d'oro della 145esima edizione della Giostra del Saracino

Sull'elsa si rincorrono sinuose le spire di quello che appare un groviglio di serpenti. Una delle iconografie più care a Giorgio il grande, l'artista, architetto, ingegnere, scrittore e genio indiscusso del Rinascimento italiano, i cui natali sono tutti aretini. A Vasari è dedicata la lancia d'oro della 145esima edizione della Giostra del Saracino. L'ambitissimo trofeo è stato mostrato per la prima volta questa mattina, 14 giugno, durante la tradizionale conferenza stampa durante la quale sono stati svelati i segreti del premio che si contenderanno i quattro quartieri in piazza Grande.

Sindaco e rettori hanno così mostrato il manufatto realizzato dal maestro intagliatore Francesco Conti con la collaborazione dell'artista Giovanni Frangi il quale ha realizzato la preziosa elsa ispirandosi ai dipinti di Giorgio Vasari. Al termine della conferenza stampa la lancia d'oro è stata presa in consegna dal Signa Arretii e resterà all'interno della sede dell'associazione fino al giorno della Giostra.

La presentazione della lancia d'oro della Giostra del Saracino del 22 giugno 2024

Nel frattempo fervono i preparativi in vista della settimana giostresca che, come noto, prenderà il via domani sabato 15 giugno con la cerimonia di estrazione delle carriere. "Un primo appuntamento significativo - ha specificato il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli - che dà ufficialmente il via a uno dei periodi dell'anno più attesi dalla città". Successivamente, da domenica, inizieranno gli allenamenti in piazza Grande dei giostratori che culmineranno con la simulazione di Giostra (19 giugno) e a cui seguiranno la Prova Generale (20 giugno) e la Giostra del Saracino (22 giugno).

Quella 2024 sarà anche la prima edizione dell'era Ghinelli in cui la cerimonia di consegna della lancia d'oro avverrà sì di nuovo in tribuna A ma, in un luogo specificamente deputato a questo momento. "Diciamo - ha specificato il primo cittadino - che non è propriamente un ritorno al passato. Di fatto è stato creato un palchetto apposito adiacente alla tribuna. Su questa struttura, una volta terminata la competizione e proclamato il vincitore, saliremo io e il rettore del quartiere trionfante. Abbiamo deciso di ideare la consegna in questo modo per rendere il giusto rilievo a questo momento solenne e, ovviamente, per garantire sicurezza agli spettatori".

E sempre in merito alla questione sicurezza, in seguito allo spostamento della cerimonia di consegna della lancia d'oro sono state stabilite, di concerto con la prefettura e le forze dell'ordine, delle direttive riguardanti tutti gli spettatori e quartieristi che si troveranno in piazza Grande nel giorno della Giostra. "Nessuno dovrà lasciare il proprio posto fino al termine dell'inno Terra d'Arezzo - ha detto ancora il sindaco - questo tempo sarà necessario a consentire ai musici di eseguire in sicurezza il brano e dare tempo a me e al rettore vincitore di raggiungere il palchetto. Su questo punto chiediamo sul serio la collaborazione di tutti. Rimanete ai vostri posti e, solo al termine dell'inno, diamo libero sfogo alla gioia".

La descrizione della lancia d'oro

L’artista Giovanni Frangi, impossibilitato a partecipare alla presentazione, ha voluto comunque descrivere con una sua nota. “Dopo la mia mostra ‘Le mille vite di Showboat’ appena conclusa ad Arezzo grazie al supporto di Alessandro Sarteanesi e della casa editrice Magonza – ha spiegato Frangi – sono stato felice di dare il mio contributo ad un evento così importante per la vostra città come la Giostra del Saracino. La scultura che ho realizzato si rifà ai temi del mio lavoro legati alla natura. Si tratta di una forma astratta che prende ispirazione da rami che si attorcigliano attorno a un tronco. Trovo che sia sempre importante uscire dalla propria comfort zone per dialogare con il mondo esterno. Diventa una sfida: dialogare con realtà nuove è motivo di stimolo per la propria energia creativa”.

A fare da collante tra l’artista e la Giostra del Saracino nel firmare in maniera autoriale il trofeo della manifestazione, come avviene ormai dal 2016, affidando la realizzazione dell’elsa a un artista di primaria importanza, la Fondazione Guido d’Arezzo diretta da Lorenzo Cinatti: “Una lancia bellissima, un’opera d’arte vera per il quartiere che se la aggiudicherà che porta la firma di un artista contemporaneo di primaria importanza che si è profondamente ispirato all’opera Vasari e a quanto questo cittadino illustre ha lasciato in città, e non solo, come scrittore, pittore, scultore e architetto e che vogliamo celebrare in questo anno a lui dedicato”.

Nel pensare l'opera l’artista di è ispirato idealmente al dettaglio del serpente attorcigliato intorno all’albero dell’Allegoria dell’Immacolata Concezione, tavola di Vasari custodita agli Uffizi mentre nel completare l’opera il maestro Francesco Conti ha tratto spunto dal dipinto “Le primizie della Terra vengono offerte a Saturno” che fa parte degli affreschi della Sala degli Elementi di Palazzo Vecchio. L'elsa è in legno di tiglio che Vasari nei suoi scritti definiva: “il migliore tra tutti i legni perché ha pori uguali e ubbidisce più agevolmente alla lima et allo scarpello”. “Nell’asta – spiega il maestro Conti – ho voluto riportare, ispirandomi a ‘Le Vite’ del Vasari, il suo autoritratto e poi la scultura, l’architettura e la pittura, ovvero le tre arti figlie del disegno di cui disquisiva nel suo trattato. Si ritrovano poi i simboli di Arezzo, il plastico che è a Casa Vasari, le Logge Vasari e i simboli di Firenze presso cui Vasari ha lavorato alla Corte dei Medici, quindi gli Uffizi e uno scorcio di Palazzo Vecchio. In alto ci sono parti rosa di legno rarissimo che richiamano i soffitti di Casa Vasari. Oro zecchino e oro bianco a rifinire la lancia, abbiamo esagerato ma l’importanza della figura lo richiedeva”.

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