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Turbine Renzi ad Arezzo: "Scacciamo il sovranismo. Banca Etruria? Il sindaco dovrebbe scusarsi con la famiglia Boschi"

Presentata la lista di Italia Viva alle regionali. Distanti dal Pd in parlamento - la scissione nel momento in cui c'è stato il sodalizio con i  5 Stelle - ma vicini in Regione, i renziani della "seconda" ora sostengono Eugenio Giani alla corsa di Governatore della Toscana

 

Ha gridato il no di Italia Viva a sovranismo e populismo. Ha ricordato i suoi legami con Arezzo, da quello indissolubile intrecciato dalla nonna quasi centenaria a quello meno saldo con i renziani della prima ora. E ha chiesto le scuse del sindaco Ghinelli nei confronti di Maria Elena Boschi, per aver stigmatizzato la sua famiglia durante il terremoto Banca Etruria che ha sconvolto la città. Matteo Renzi è arrivato ad Arezzo come un turbine. Nella sala rosa di palazzo Cavallo ha presentato la lista di Italia Viva alle Regionali e ha sostenuto la linea del suo partito. La verve di sempre in un fiume di parole per ricondurre il discorso politico - e le vicende che hanno portato alla nascita del nuovo partito - ad un punto fermo: "Italia Viva ha avuto un ruolo per cacciare Salvini dal Governo - ha esordito - e adesso, nonostante i sondaggi, sono sicuro che sarà importante anche per non consegnare la Toscana a Ceccardi".

Distanti dal Pd in parlamento - non è andato giù il sodalizio dei Democratici con i  5 Stelle - ma vicini in Regione, i renziani della "seconda" ora sostengono infatti Eugenio Giani alla corsa di Governatore della Toscana.

La lista aretina vede schierati  Silvia Ciarpaglini, Francesco Maria Grasso, Marcella Loretti, Andrea Mencaroni, Angela Maffucci, Paolo Casalini (sotto l'insegna di + Europa),  Francesca Rossi, Daniele Bernardini.

Una battaglia, quella per le regionali, che si profila combattuta fino all'ultimo comizio. Ma mentre si guarda alle prossime elezioni, il passato da dietro l'angolo fa capolino. Perché nessuno dei renziani aretini della prima ora, quelli che fin dalle primarie regalarono a Renzi risultati esaltanti, era presente in sala.

"Cosa ne penso della candidatura di Marco Donati? Gli auguro tutto il bene possibile. Dal punto di vista politico invece siamo su posizioni completamente diverse. Il fatto che molti dei renziani della prima ora siano rimasti all'interno del Pd e non siano venuti in Italia Viva dimostra però come l'esperienza di Roma sia stata una palestra di democrazia. E' la prova di come io non fossi un "dittatore" e di come non esistesse un gruppo di "yes men", ma persone in grado di agire e decidere".

E dal passato riemerge con veemenza la vicenda Banca Etruria, con Renzi che chiede le scuse di Ghinelli. 

"Ci sono state ben 4 archiviazioni per Pierluigi Boschi - ha detto - il sindaco però non si è mai scusato per le sue parole. Ha detto che avrebbe voluto denunciare la famiglia di Maria Elena per danno d'immagine alla città. Un attacco politico, perché lei era una delle esponenti di spicco del nostro Governo: attaccare lei era come attaccare il governo. La famiglia Boschi è stata massacrata, il sindaco si dovrebbe scusare. Ma so che quella parola di 5 lettere non arriverà mai".

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