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Hiv e prevenzione. La Asl: "Diffondere il test è un'arma micidiale per difendersi"

Intervista al direttore del reparto di Malattie Infettive dell'ospedale San Donato di Arezzo

Nella giornata mondiale di lotta all'Aids oltre al confronto con le fasce più giovani della popolazione sono gli esperti a lanciare appelli e fare il punto della situazione.

"Nonostante gli enormi progressi compiuti dalla ricerca medica con la progressiva disponibilità di farmaci che sono riusciti a controllare l’evoluzione della malattia nell’individuo, la sua sconfitta è ancora lontana – dichiara Danilo Tacconi, direttore Malattie Infettive – Quello che preoccupa di più è la disinformazione, in tanti ancora oggi non conoscono bene le modalità di contagio, sottovalutano i rischi derivanti dai rapporti sessuali non protetti, sanno poco sui sintomi e si ha ancora timore a parlarne. Senza poi considerare la reticenza verso il test dell'HIV o i pregiudizi e la discriminazione verso le persone sieropositive. Diffondere il test dell’HIV (per legge gratuito nei laboratori pubblici e se richiesto anche anonimo) è fondamentale per cercare di identificare quella quota di persone che appartengono a coloro che non sono consapevoli del loro stato (1/4 circa dei 130.000  infettati in Italia) e quindi con aumentato rischio  per la propria  salute e per quella dei partner”.

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