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Soprintendenza: resta l'area vasta. Ghinelli: "Ascoli autonoma e Arezzo no? Il ministro mi spieghi perché"

Dopo la notizia del licenziamento di 10 nuove sovrintendenze, tra le quali manca quella aretina, il primo cittadino chiede un incontro a Dario Franceschini

 

In precedenza era stato il ministro pentastellato Alberto Bonisoli a rassicurare il sindaco Alessandro Ghinelli del ritorno in città della sede della Soprintendenza. Il maxi ente dove la provincia divive personale, tempo e risorse, insieme a Siena e Grosseto e voluto da Dario Franceschini nel suo primo mandato, sarebbe stato rivisto e Arezzo sarebbe tornata autonoma. "Bonisoli me lo aveva assicurato - dice il sindaco - era tutto pronto". 

Però la Soprintendenza ancora esiste nella sua forma di area vasta e l'obiettivo, di cui tutte le istituzioni locali si erano fatte carico, sembra essere un po' più sfocato.

Ma perché? Cosa è successo?

In primo luogo Bonisoli non è più ministro dei beni culturali. Poi il governo Lega-M5S ha lasciato posto al sodalizio Pd-M5S. Ne è conseguita una nuova designazione di ministri e il ritorno di Dario Franceschini al dicastero dei beni culturali.

In questo contesto però ad Arezzo si è svolta la tre giorni di incontri di Anci. I sindaci di tutta Italia si sono dati appuntamenti al PalaAffari e con loro anche le massime autorità dello Stato. Tra questi anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il primo ministro Giuseppe Conte. Entrambi hanno avuto modo di incontrarsi e chiacchierare con il primo cittadino di Arezzo.
E se con il Presidente, Ghinelli ha "parlato della città, di come stanno andando le cose e delle sofferenze residue per quello che riguarda Banca Etruria", con il premier Conte gli argomenti di discussione hanno riguardato anche, e soprattutto, 'l'affaire Soprintendenza'. 

"Con il Presidente Mattarella abbiamo avuto pochi minuti per scambiare qualche considerazione - spiega Ghinelli - con Conte invece c'è stato più tempo e così gli ho rappresentato delle richieste specifiche che però, come abbiamo visto si sono vanificate".

Una su tutte?

"La Soprintendenza".

Lo scorso 3 dicembre Franceschini ha dato il nulla osta per la nascita di soprintendenze di: Monza e Brianza; Imperia e Savona; Ascoli Piceno, Fermo e Macerata; Rieti, Viterbo ed Etruria Meridionale; L’Aquila e Teramo; Cosenza; Taranto. Arezzo? Non pervenuta. Resta accorpata a Siena e Grosseto.

"Avevo chiesto a Conte di intercedere affinché fosse rimessa una seda unica ad Arezzo - prosegue Ghinelli - In quella occasione gli avevo domandato come poteva essere possibile che un unico amministratore seguisse la nostra provincia più quella di Siena e Grosseto. La Soprintendenza di Arezzo era stata tagliata per motivi di carattere economico per contenere i costi. Ma si è trattato di una vittoria di Pirro perché adesso Arezzo si ritrova con un soprintendente che è in città per poche ore alla settimana e, nonostante la disponibilità, non può dare risposte celeri a tutte le istituzioni, professionisti e cittadini che vi si rivolgono. Il ministro Dario Franceschini in questi ultimi giorni ha licenziato 10 nuove soprintendenze. Tra queste c'è anche quella di Ascoli. Premetto che considero questa città meravigliosa e ricca di valore artistico e culturale però, è evidente che la scelta non mi trova affatto d'accordo visto che ha lasciato scoperta Arezzo. L'ex ministro Bonisoli per due volte mi aveva ricevuto e mi aveva assicurato che la soprintendenza sarebbe torna. Franceschini, autore del primo riodino, ha ripreso il suo posto e non ha dato seguito a quanto stabilito con il suo predecessore. Posso assicurare che era davvero tutto pronto, sarebbe stata sufficiente una firma. Spero che questo non sia accaduto per una questione meramente ideologica anche se ne dubito. Per saperne di più e capire cosa è possibile fare ho già richiesto un incontro dove mi auguro di comprendere le ragioni che hanno spinto Franceschini a non assecondare la nostra richiesta. Non potrà giustificarsi adducendo motivazioni di carattere economico perché non si può trattare il patrimonio aretino, toscano ed italiano in questo modo". 

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