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Il Casentino piange la morte del "Ghiasa". Le parole del cugino: "Era un operaio espertissimo"

Una vicenda straziante quella di Francesco Brenda, conosciuto con il soprannome di Ghiasa, deceduto tragicamente durante il turno di lavoro

"Il Ghiasa era un gran lavoratore, espertissimo. Quello che gli è accaduto è una tragedia che purtroppo non ha una spiegazione". È grande il cordoglio che colleghi, amici e parenti hanno espresso per la scomparsa di Francesco Brenda, operaio casentinese morto tragicamente durante il turno di lavoro all'interno della Calcestruzzi Mariotti. Un dramma enorme che, come sempre accade, non ha tardato a lasciare sgomenta l'intera comunità. L'episodio si è verificato all'ingresso di Bibbiena, località La Nave, dove l'azienda trova sede da anni.

"Francesco - racconta Silvio, il cugino della vittima - lavorava qui da più di venti anni. Col tempo aveva preso la patente per ogni mezzo da manovrare durante il lavoro. Era uno che sapeva quello che faceva però, purtroppo, l'esperienza non è bastata. Lavorare in questi luoghi non è mai semplice e d'inverno le cose si complicano ancora di più a causa dell'umidità e delle superfici bagnate e scivolose".

Al momento sulla vicenda è stato aperto un fascicolo da parte della Procura della Repubblica. I magistrati dopo aver ricostruito la dinamica dell'accaduto dovranno appurare se vi siano o meno responsabilità sul fronte riguardante la sicurezza sui luoghi di lavoro a carico dell'azienda. Francesco, padre di due figli, è prutroppo il primo aretino a perdere la vita durante il turno di lavoro da inizio anno. 

La dichiarazione di Giulia Bartoli, segretaria generale Fillea Cgil Toscana

“Un’altra giornata nera sul fronte della sicurezza sul lavoro, in particolare nel settore dell’edilizia. Un’altra giornata inaccettabile, di dolore e rabbia. In attesa delle conclusioni degli enti competenti sulla dinamica di questi incidenti sul lavoro, non si può non allargare lo sguardo sulla situazione del settore dell’edilizia: nel 2021, periodo, gennaio-novembre, gli incidenti sul lavoro sono cresciuti del 22% rispetto allo stesso periodo del 2020 (2369 contro 1940). In particolare, novembre 2021 segna un +64% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (2369 infortuni contro 188). Tra 2021 e 2020 sono aumentati gli incidenti anche tra le fasce di età più giovani: la ricerca spasmodica di personale, in questa fase di ripresa del settore, fa peccare in sicurezza, formazione e prevenzione. La troppo fretta nell'usufruire dei bonus fiscali, la scarsità di strutture adeguate, il poco tempo per la formazione e i ritmi di lavoro sono un mix esplosivo. E’ importante che, nell’utilizzo delle risorse e degli incentivi pubblici, si selezionino le imprese serie che rispettano le regole, non quelle che nascono dalla mattina alla sera: occorrono più filtri nell’accesso alle risorse, ne va della sicurezza sul lavoro, della legalità, della corretta applicazione dei contratti.  La politica deve porsi il problema, così come deve porsi quello dell’esigenza di maggiori controlli e ispezioni nei cantieri, bene le nuove assunzioni di ispettori ma in questa fase di boom del settore bisogna attivare delle task force urgentemente”.

Il commento della Filca Cisl

“Quanto successo in un’azienda edile di Bibbiena – afferma Serafino Marino responsabile territoriale della Filca Cisl aretina – con la morte di un operaio edile di 51 anni, ci rattrista. Non è pensabile che ancora si possa morire sul posto di lavoro. Serve maggiore attenzione da parte degli enti preposti al controllo, ma soprattutto la consapevolezza di una formazione maggiore sulle attività che vengono svolte, che deve essere costante e continua attraverso il coinvolgimento dei nostri enti bilaterali quali il Cpt e la scuola edile. Alla famiglia va il nostro profondo cordoglio per un lutto che non avrebbe dovuto accadere.”

“E’ necessario aprire urgentemente un tavolo con la Regione e le parti sociali di settore sulla sicurezza sul lavoro, perché fermare la strage sul lavoro si può e si deve” dice la segretaria generale Filca Cisl Toscana, Simona Riccio. “Le imprese devono acquisire coscienza che investire in salute e sicurezza sul lavoro, non è un costo, bensì un investimento per l’impresa stessa. La cultura della sicurezza è la cultura del lavoro e non può essere fine a stessa ma va integrata in un sistema di qualificazione delle imprese e di partecipazione dei lavoratori con la formazione continua. Per questo proponiamo la ‘patente a punti’ che escluderebbe dal mercato le realtà nelle quali si verificano più incidenti, premiando così le aziende virtuose che rispettano le regole della sicurezza sui luoghi di lavoro. Inoltre Inail, Inps, Asl, Ispettorati, Rlst, Enti Bilaterali devono fare sempre più rete sulla sicurezza, in un momento in cui il settore delle costruzioni sta conoscendo una grande crescita grazie ai vari incentivi, il momento è adesso perchè crescita, buona occupazione e sicurezza vanno di pari passo.”

Paolo Capone, leader Ugl: “Tragedia inaccettabile”

“Esprimo il cordoglio dell’Unione generale del lavoro alla famiglia dell’operaio che ha perso la vita per le gravissime lesioni riportate dopo essere caduto in una tramoggia presso un’azienda di calcestruzzo a Bibbiena, in provincia di Arezzo. Un ennesimo dramma sul lavoro che non può essere tollerato o derubricato a mera fatalità. Siamo in presenza di una vera e propria strage che non è degna di un Paese civile. Chiediamo alle istituzioni nazionali e locali di intervenire per intensificare i controlli soprattutto nei settori più esposti a rischio infortuni. È fondamentale, inoltre, rafforzare la formazione e la cultura della sicurezza sul lavoro per prevenire simili tragedie. La manifestazione dell’Ugl ‘Lavorare per vivere’ ha l’obiettivo di porre l’attenzione dell’opinione pubblica e del Governo sul fenomeno in atto per ribadire ancora una volta basta stragi sul lavoro". Lo hanno dichiarato in una nota Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, e Giuseppe Dominici, segretario regionale Ugl Toscana.

Il cordoglio di Vincenzo Ceccarelli, capogruppo Pd in Regione

"Purtroppo dobbiamo ancora una volta fare i conti con una tragica morte sul lavoro. Non è più tollerabile, occorre fermare questa strage quotidiana, fare tutto il possibile affinché chi si rechi sul posto di lavoro, lo faccia in sicurezza e possa tornare a casa alla fine del suo turno. Alla famiglia dell’operaio Francesco Brenda, esprimo il cordoglio e la vicinanza mie personali e di tutto il gruppo Pd in Consiglio regionale". Così Vincenzo Ceccarelli, capogruppo del Pd in Consiglio regionale sulla morte dell’operaio Francesco Brenda avvenuta questa mattina in un impianto di calcestruzzo a Bibbiena.

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