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La passione per lo sport e l'amore per suo figlio e la sua compagna. Questa è la storia di Orlando, Dino, Fiordigiglio

"Dino, dagli un puntone".
Chi vive il ring fuori dalle corde è così. Verace. Fiero. E sostiene il proprio eroe con ogni mezzo.
Assistere ad un incontro di boxe è un questo. Fatica, sudore, adrenalina.
In quei pochi minuti si gioca tutto. Ed ogni colpo mancato o andato a segno fanno la differenza.

Orlando Fiordigiglio è uno degli atleti ancora in attività più acclamati ad Arezzo. Uomo di grande forza ma dal cuore tenero, da quando aveva 15 anni ha capito che lo sport avrebbe potuto migliorare la sua vita.

"E così è stato - racconta - mi sono iscritto in palestra e poi, ho sentito la chiamata della boxe".

Già perché pugili non si nasce. Si diventa. E' il ring a chiamare a sé le persone giuste. Così è stato per i grandi e anche per Orlando, o Dino come lo chiamano gli amici.

Dalla palestra al ring La storia di Orlando Fiordigiglio

"Il pugilato è uno sport che va bene per tutti - racconta - però non è adatto ad essere praticato in maniera agonistica. Non sono molti coloro che possono diventare professionisti. Ci vuole testa, grande impegno, tanta pazienza e un predisposizione al sacrificio. Io mi sento fortunato perché posso contare sull'amore dei miei cari e della mia famiglia adottiva, la palestra dove ogni giorno vengono ad allenarmi".

Nato il 1° luglio 1984 a Torre del Greco, in carriera ha ottenuto 30 vittorie di cui 13 per ko, e due solo sconfitte che hanno fatto discutere. Ha esordito nei professionisti nel maggio 2010 a Castiglion Fiorentino dove nel 2013 ha vinto il titolo italiano superwelter.
Ad Arezzo ha combattuto al Palasport Estra, intitolato a Mario D'Agata. Dipendente Enel deve dividersi tra lavoro e allenamenti, alzandosi anche in pieno inverno prima dell’alba.

Padre di Giovanni, compagno di Giulia a due anni di distanza dalla nascita del primo figlio ha scelto di fare il grande passo e convolare a giuste nozze.

"Il 16 dicembre mi sposo - racconta - sarà il sindaco di Castiglion Fiorentino, Mario Agnelli, a celebrare il rito civile. Con lui ho un rapporto di grande amicizia perché ha sempre creduto nel valore dello sport e della promozione del pugilato. Poi, dopo il matrimonio mi metterò nuovamente al lavoro per il prossimo incontro. A marzo tornerò di nuovo sul ring".

Tra i personaggi che hanno incrociato la vita professionale di Dino, e che lo hanno supportato sempre, c'è Alvaro Semoli.
"Lui era una presenza costante - racconta ancora - Era un uomo sincero ed amava quanto me il pugilato. Ad ogni incontro lui era lì, a bordo del ring, e mi gridava "Dino alle frattaglie, alle frattaglie". Nessuno capiva cosa volesse dire. Ma io si. Sapevo di dover colpire più in basso".

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