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Pillole di Mumec: due valigie per raccontare Federico Fellini

Il Museo dei Mezzi di Comunicazioni, in concomitanza con il centenario della nascita del regista romagnolo, ha ideato eventi specifici per la ricorrenza

 

Il 2020 sarebbe dovuto essere l'anno di Fellini. Quello in cui, anche Arezzo, avrebbe reso omaggio al centenario della nascita del grande, immenso, regista. "Con l'arrivo della primavera - spiega Valentina Casi, direttrice del Museo dei mezzi di comunicazione di Arezzo (Mumec) - saremmo dovuti partire con le iniziative. Purtroppo a scombinare i nostri piani è stata l'emergenza Covid che ha costretto a rivedere completamente la scaletta".

Dunque, tutto rimandato all'autunno quando, con la ripresa delle scuole, anche il museo di via Ricasoli darà il via ad una lunga e articolata serie di attività dedicate a celebrare Fellini. "Siamo già pronti - continua ancora la direttrice - abbiamo solo spostato l'avvio".

Ma come renderà omaggio Arezzo al regista che ha fatto sognare il mondo intero con le sue pellicole? "Bè - spiega Fausto Casi, curatore scientifico - potevamo fare una semplice esposizione. Abbiamo trovato nel nostro archivio una serie di scatti inenditi realizzati dal direttore della fotografia che affiancava il regista. Sono delle immagini uniche, sublimi, che raccontano da un altro punto di vista l'attività cinematografica. Potevamo anche organizzare un allestimento con delle cineprese originali dell'epoca e farle ammirare in tutta la loro imponenza. Ma tutto questo non ci sembrava sufficiente. Dunque, al fianco di queste attività abbiamo deciso di proporre un percorso fatto di più momenti, dove racconteremo Fellini attraverso due figure importantissime nel cinema dell'epoca: il direttore della fotografia e il rumorista. Abbiamo trovato delle valigie con all'interno degli oggetti specifici che vanno a delineare meglio queste figure professionali e, come sempre, racconteremo la storia di questo grande del nostro tempo da un'ottica originale e inedita".

Un'idea così originale e innovativa che ha suscitato anche l'interesse della città di Rimini, patria natale di Federico Fellini. "Subito dopo l'evento di Arezzo - conclude Casi - porteremo l'allestimento della mostra con le due valige, direttamente in Romagna".

A proposito di Fellini

Federico Fellini (Rimini, 20 gennaio 1920 – Roma, 31 ottobre 1993) è stato un regista, sceneggiatore, fumettista, attore e scrittore italiano. Considerato uno dei maggiori registi della storia del cinema, nell'arco di quarant'anni - da Luci del varietà del 1950 a La voce della Luna del 1990 - ha "ritratto" in decine di lungometraggi una piccola folla di personaggi memorabili. Definiva se stesso "un artigiano che non ha niente da dire, ma sa come dirlo". Ha lasciato opere ricche di satira e velate di una sottile malinconia, caratterizzate da uno stile onirico e visionario. I titoli dei suoi più celebri film - I vitelloniLa stradaLe notti di CabiriaLa dolce vita e Amarcord - sono diventati dei topoi citati, in lingua originale, in tutto il mondo. I suoi film La stradaLe notti di Cabiria e Amarcord hanno vinto l'Oscar al miglior film straniero. Candidato 12 volte al Premio Oscar, per la sua attività da cineasta gli è stato conferito nel 1993 l'Oscar alla carriera. Ha vinto inoltre due volte il Festival di Mosca (1963 e 1987), la Palma d'oro al Festival di Cannes nel 1960 e il Leone d'oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1985.

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