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Giovedì, 29 Febbraio 2024

VIDEO | Morti sulle strade, Arezzo è un caso: 30 in un anno

Gli incidenti sono diminuiti rispetto al periodo pre Covid, ma i decessi sono aumentati in maniera consistente. I dati Aci

E' stato un anno terribile il 2022 per le morti sulle strade aretine. Sono stati ben 30 i decessi di persone coinvolte in incidenti stradali in provincia di Arezzo. Un incremento del 50% rispetto all'anno precedente, quando erano stati 20. Va detto che il 2021 è stato in parte caratterizzato dalle restrizioni alla mobilità per via della pandemia Covid e ancora più il 2020, quando addirittura i decessi erano scesi a 16. Il problema è che il dato della mortalità stradale del 2022 assume i caratteri dell'eccezionalità anche in relazione agli anni immediatamente precedenti alle chiusure dovute al coronavirus, ovvero 2018 e 2019, quando le statistiche spiegano che i morti sono stati rispettivamente 22 e 19. Cioè in linea con il 2021. Sembrerebbe quindi aumentata la pericolosità degli incidenti, tanto più che il numero totale dei sinistri nel 2022 è stato di 963 nell'Aretino, poco più del 2021 quando erano stati 946 (nel 2020, anno Covid, erano crollati a 704). Tuttavia nel 2022 ce ne sono stati significativamente di meno rispetto al 2018 e 2019 quando sono stati sempre oltre 1.000.

Disattenzioni e tecnologie poco sfruttate

I dati sono stati presentanti questa mattina nella sede provinciale dell'Aci (Automobil Club Italia) di Arezzo dal presidente Bernardo Mennini e dalla direttrice Silvia Capacci che, assieme ad Angela Gringeri, hanno provato anche a fornire alcune letture del fenomeno. A partire dall'uso dello smartphone mentre si è alla guida, vera piaga degli ultimi anni e fonte principe delle distrazioni che causano incidenti. "Inoltre - ha detto Mennini - oggi non si può fare a meno della tecnologia, che ci può aiutare e salvare la vita. Dai dispositivi in dotazione alle auto di ultima generazione, come la frenata assistita, al bluetooth, che ci permette di parlare al telefono senza tenere un cellulare in mano. Il parco circolante delle vetture ha in media 15 anni, va svecchiato. Con il tempo le cose miglioreranno, ma sta anche a noi fare cultura, spiegando che le tecnologie per limitare - e di molto - i sinistri stradali già ci sono, basta usarle".

Il caso Arezzo e la pericolosità delle strade

Certo è che il 2022 Arezzo è davvero un caso nazionale. L'aumento della mortalità del 50% anno su anno (a fronte di un numero di incidenti quasi stabile: appena 1,7% in più) non trova riscontro in Toscana, dove l'aumento c'è stato, ma del 18% e peraltro abbastanza in linea con l'aumento dell'incidentalità, salita dell'11%. Una possibile spiegazione, spulciando il report di Aci Arezzo, può essere allora rintracciata a proposito del grado di pericolosità delle strade? Gli indizi, in effetti, ci sono: perché se nella provincia di Arezzo la frequenza di incidenti sulla rete viaria principale è più bassa della media italiana (0,53 contro 0,62), l'indice di gravità degli incidenti è più alto (3 contro 2,31), per non parlare dell'indice di mortalità: 4,78 nell'Aretino contro 3,65 del resto d'Italia. Le strade peggiori? Bis Tiberina, 69 del Valdarno, Sr71. Tutte con indici di mortalità e di gravità degli incidenti ben più alte di della Ss73 o del tratto aretino dell'A1.

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