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La cura al plasma anti Covid arriva ad Arezzo. Il direttore Tacconi: "Sperimentazione partita, già buone impressioni"

L'annuncio della Asl Toscana Sud Est: "Prime somministrazioni a un gruppo di volontari tra Arezzo e Grosseto. Viene sfruttato il plasma delle persone contagiate dal coronavirus e già guarite". La spiegazione del direttore di Malattie Infettive

 

Il fantasioso acronimo è Tsunami: la cura al plasma sperimentale per i pazienti Covid arriva anche nella Asl Toscana Sud Est, negli ospedali di Arezzo e Grosseto. Il nome completo del trattamento è "TranSfUsion of coNvaleScent plAsma for the treatment of severe pneuMonIa due to sars cov2". Lo studio è fatto su scala nazionale ed adesso arriva anche nella provincia di aretina: serve per valutare l’efficacia del plasma ottenuto da pazienti guariti da Covid nella cura di chi ha appena contratto la patologia. Si tratta di un piano attivato su indicazione del Ministero della Salute ed è promosso dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco. La notizia emerge oggi, anche se la sperimentazione è iniziata da qualche settimana.

"Nella nostra Asl è in corso da più di 1 mese, sia ad Arezzo che a Grosseto - spiega Danilo Tacconi, direttore delle Malattie Infettive del San Donato. Abbiamo selezionato alcuni pazienti, 22 tra Arezzo e Grosseto, che in base allo studio vengono suddivisi in 2 gruppi: a metà di loro si applica la terapia standard, quella somministrata finora per l'infezione da sars-cov2, all'altro gruppo viene invece dato, oltre al trattamento standard, anche quello al plasma. Ci sono due somministrazioni, a distanza di 24 ore, di plasma iperimmune donato da pazienti ex Covid che sono guariti".

La terapia al plasma viene somministrata soltanto ai ricoverati meno gravi, che si trovano in Malattie Infettive. "Perché la cura, per essere efficacie, deve essere fatta a una decina di giorni dalla comparsa dei primi sintomi, altrimenti non è più utile. Non lo sarebbe nel caso dei pazienti di Terapia Intensiva, che presentano situazioni aggravate", aggiunge Tacconi.

Il funzionamento della cura al plasma

Ancora siamo a una fase sperimentale. "Noi in reparto - continua Tacconi - monitoriamo il paziente fino al momento delle sue dimissioni. I suoi dati confluiscono nell'archivio nazionale del progetto Tsunami. Saranno quindi messi a confronto i risultati dei due gruppi: quello trattato con il plasma e quello della terapia standard". Per i risultati bisognerà attendere perché saranno elaborati a livello nazionale.  Anche se le indicazioni sono già positive. "La mia impressione è che i pazienti trattati con il plasma hanno un decorso più radido e migliore", dice Tacconi.

Ci sono due istituti che vengono qualificati come 'Principal Investigator' e che fungono da riferimento per lo studio in Italia: sono l'Azienda ospedaliera universitaria di Pisa e il Policlinico San Matteo di Pavia. Il progetto è coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e si avvale di un Comitato scientifico, con funzione di sostegno e supervisione.

"Il lavoro inizia dalla donazione - conclude Tacconi -. Quindi dal prelievo del plasma da pazienti ex Covid, la cui guarigione sia accertata da due tamponi negativi effettuati in due giorni consecutivi. Questi donatori vengono testati riguardo al titolo anticorpale, e, se adeguato, viene prelevato il loro plasma che poi sarà infuso nei pazienti che hanno aderito volontariamente alla sperimentazione, sottoscrivendo il consenso informato. L'obiettivo è aiutare l'organismo a combattere il virus con gli anticorpi donati".

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