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Charas, dall'India al mercato aretino: sequestrato anche qui l'hashish più potente

 

E' stato il primo sequestro di questa droga eseguito ad Arezzo. A scovarla è stata la Squadra Mobile della Polizia di Stato dopo un lungo appostamento per seguire passo passo i movimenti di uno spacciatore. Si tratta di charas, un tipo di hashish particolarmente pregiato proveniente dall'Asia e venduto in ovuli. Fino ai giorni scorsi nell'Aretino non era mai stato intercettato dalle forze dell'ordine: forse per la lunga distanza che deve percorrere prima di arrivare in Europa, pare sia meno diffuso. 

Gli agenti della mobile, guidati da Francesco Morselli, l'hanno scovata seguendo un 22enne di origine tunisina. Il ragazzo, residente a Monte San Savino, è stato colto in flagrante mentre maneggiava la sostanza nelle campagne di Pieve a Maiano, nei pressi di via della diga. Gli ovuli, 60 in tutto, erano chiusi in una busta di cellophane sotto vuoto. Ognuno conteneva 10 grammi di sostanza e aveva un valore di 100 euro. Solitamente l'unità di misura dell'hashish è il cosidetto “panetto” ma in questo caso si tratta di una sostanza in parte diversa da quella in circolazione, di pregiatissima qualità e dagli effetti molto più potenti sull’organismo umano. 

Ma cos'è la charas e come si produce? La charas è un tipo di estratto di Cannabis. E' prodotta in India, Pakistan e Nepal. Si differenzia dall'hashish tradizionale perché viene estratta da infiorescenze fresche (appena tagliate o sulle piante ancora vive), mentre quello tradizionale viene prodotto con infiorescenze e parti vegetali morte ed essiccate.

L'attività di appostamento degli investigatori è andata avanti per alcune settimane. Mercoledì scorso è scattata l'azione: il giovane è finito in manette e tutti gli ovuli (che in totale contenevano oltre 650 grammi di charas) sono stati posti sotto sequestro. 

Il 22enne, tunisino con precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, è stato processato per direttissima e adesso è agli arresti domiciliari.

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